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Chiude la profumeria alle Torri. A rischio le altre due in centro a Trieste

La profumeria alle Torri d'Europa

La catena Douglas pronta al taglio di 128 punti vendita a livello nazionale. A casa le sei dipendenti del centro commerciale. In bilico ulteriori 12 colleghe

TRIESTE La crisi travolge la catena di profumerie Douglas, da dove si annuncia una serie di chiusure repentine che tocca anche Trieste e il resto della regione. A breve, infatti, si spegneranno le luci dell’ampio negozio che la catena ha all’interno del centro commerciale delle “Torri d’Europa”, lasciando senza lavoro sei persone. Ma l’azienda ha già annunciato ulteriori tagli, e a tremare sono anche le otto lavoratrici impegnate nel punto vendita di via Carducci e le quattro impiegate in quello di piazza della Borsa. La doccia fredda è arrivata pochi giorni fa, quando il gruppo in un incontro con i sindacati ha comunicato che saranno 128 in totale i negozi Douglas che chiuderanno tra marzo 2021 e giugno 2022.

Attualmente in Friuli Venezia Giulia ci sono 17 negozi (tre a Trieste, tre a Pordenone, quattro a Gorizia e sette a Udine) per un totale di 86 lavoratrici e due lavoratori. Douglas ha dichiarato l’intenzione di chiudere ben cinque negozi in regione: a Trieste all’interno delle Torri, a Udine in via Rialto, a Cervignano del Friuli, a Gemona nel centro “Le Manifatture”, mentre il quinto è quello già chiuso inaspettatamente lo scorso 14 febbraio all’interno del Città Fiera di Martignacco. Perdono il lavoro complessivamente, in regione, 22 lavoratori.

«Queste sono le chiusure già annunciate e incluse nella lista dei primi 77 negozi indicati – specifica Michela Glavich, funzionaria Filcams Cgil – ma appena verrà reso noto l’elenco degli ulteriori 51 a livello regionale e triestino nello specifico temiamo ulteriori chiusure: le dipendenti sono molto preoccupate».

«Non siamo stati coinvolti nelle decisioni», denuncia la sindacalista: «Sapevamo delle difficoltà, ma, a fronte degli importanti investimenti del gruppo sul fronte e-commerce, speravamo in una riorganizzazione della struttura di vendita, con formazione per i dipendenti e nuove mansioni». I sindacati – che hanno avanzato una richiesta di incontro al Mise – chiedono ora «di conoscere nel dettaglio il piano industriale, di sapere cosa voglia diventare Douglas Italia da grande, quale ruolo voglia avere sul nostro territorio».

Il coordinamento regionale di Filcams Cgil chiederà a stretto giro un incontro urgente alla Regione e ai comuni interessati dalle chiusure.—

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