Slalom fra pedoni e auto nel "nuovo" corso Italia a Gorizia: quasi 5 minuti al volante per coprire 1,5 chilometri

È il tempo che serve da piazzale Saba fino all’incrocio fra le vie Diaz e Rismondo. Un viaggio a 30 Km/h incontrando mezzi in sosta vietata e camion di Isambiente

Slalom fra pedoni e auto nel "nuovo" corso Italia a Gorizia

GORIZIA Quasi 5 minuti. Cronometro alla mano, tanto dura il viaggio dalla rotonda di piazzale Saba all’incrocio tra via Diaz e via Rismondo. Secondo più, secondo meno - senza incontrare intoppi, semaforo rosso a parte - è questo il tempo di percorrenza del senso unico di corso Italia. La distanza calcolata sul sito di Tutto Città è di 1,43 chilometri. A piedi si percorrerebbero in 16 minuti. Ieri mattina il confine tra il passato e il futuro del lungo viale alberato si trovava all’altezza di via Trento. Tra favorevoli e contrari, tra osservazioni e contro osservazioni, l’unica cosa da fare per capire come stanno davvero le cose è gettarsi nel traffico.

Sono le 8.49. Imboccata la rotonda di piazzale Saba da via Aquileia si punta verso il centro. Dopo i primi due isolati ancora a doppio senso, la nuova viabilità arriva in maniera quasi indolore. All’inizio non ci si accorge di nulla. La corsia di marcia opposta prima scompare, poi - dopo il passaggio pedonale - si trasforma in posteggio. In assenza di veicoli parcheggiati sulla destra, anche se nella fila centrale ci sono delle macchine, la striscia bianca della sosta libera riduce lo shock visivo. Ma appena la presenza di macchine raddoppia, l’effetto tunnel si materializza istantaneo e inizia a prendere il sopravvento una strana sensazione di claustrofobia. La larghezza della corsia però non è mai cambiata. È rimasta identica a quella del tratto a doppio senso. A cambiare è soltanto la percezione di chi è seduto nell’abitacolo.



Poco più avanti, un autobus parte dalla sua fermata e lo fa senza creare particolari problemi alla viabilità. Procede lentamente, ma come ha sempre fatto e non si può imputare al senso unico neppure lo stop necessario a fare attraversare la strada a un pedone prima del parco della Rimembranza dove, sul controviale, gli operai del cantiere stradale stanno preparando le attrezzature per realizzare la segnaletica orizzontale. Da via Canova arriva un camion di Isontina Ambiente. Deve immettersi, ma deve anche lasciare la precedenza e così il viaggio procede regolarmente. Se però fosse passato? Cosa sarebbe successo? Per aspettare che gli operatori effettuassero la raccolta dei rifiuti, quanto tempo si sarebbe perso dietro al compattatore? Forse meno di quanto si possa immaginare, il perché lo si capirà più avanti.



Intanto tra macchine che si immettono da destra, pedoni che attraversano sempre sulle strisce, il “taboga” raggiunge il semaforo all’incrocio con via 9 Agosto e viale 24 Maggio. Il tempo d’attesa non è ovviamente cambiato, bisogna anzi riconoscere che, rispetto al doppio senso, ora chi deve svoltare a sinistra è avvantaggiato dal fatto di non dover più dare la precedenza ai veicoli che procedevano in direzione opposta. Lo stop dura complessivamente 55 secondi. Al verde l’autobus e il suv che stanno davanti svoltano entrambi a destra. La strada ora è libera, ma la velocità non cambia. Come previsto dal progettista, le due ali di posteggi fanno da deterrente per chi è propenso a spingere sul pedale del gas. Sulla sinistra un furgone è perfettamente parcheggiato sulla zona di carico e scarico, mentre prima del teatro, un veicolo per la raccolta dei rifiuti, per non intralciare il traffico, ha dovuto fermarsi sullo stallo per disabili. Di norma si tratterebbe di un comportamento censurabile, ma vista la situazione e la brevità della sosta, sembra essere la soluzione più logica. Certo è che la questione dei camion della nettezza urbana dovrà essere presa in considerazione al pari di quella dei mezzi di soccorso. I camion della raccolta rifiuti non possono diventare invisibili, sono così costretti ad accostare dove possono: fermate dei bus e stalli per moto o, appunto, parcheggi per disabili sono le ancore di salvezza loro e degli automobilisti.

Nella strettoia “naturale” al lato del teatro c’è una berlina sul marciapiede, ma la scena non è una novità. All’angolo con via Diaz, l’orologio della ex Cassa di Risparmio segna ormai le 8.53 e l’ultimo segmento di senso unico scorre via senza problemi. Tempo totale di percorrenza: 4’45” contro i 3 minuti indicati da Tutto Città. E senza incontrare intoppi. —

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