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A Gorizia lungo tutto corso Italia ora vige il senso unico, c'è il voto con i coupon 

I divieti di sosta per le potature “liberano” una fila di auto. Molti avrebbero voluto la sperimentazione solo di un tratto 

GORIZIA. Il senso unico da giovedì 18 febbraio è completo. L’intervento di riassetto di corso Italia ha raggiunto piazzale Saba e a questo punto, per chiudere il cantiere, mancano solo i dettagli finali. Intanto in mattinata lungo il viale c’è stato spazio anche per un’altra attività, quella di potatura degli alberi. In sé e per sé, la notizia non sarebbe di grande rilevanza se non fosse per il fatto che il divieto di sosta nella parte centrale, ha permesso di visualizzare – e non solo di immaginare – come potrebbe essere corso Italia con ciclabile, due corsie di marcia e una sola fila di posteggi. Senso unico o doppio senso che sia, senza gli stalli di sinistra la sensazione è senza dubbio di maggiore respiro.

E non si ferma neppure la corsa al voto dei lettori che hanno continuato ad esprimere le proprie preferenze su corso Italia, portando il tagliando nella redazione al civico 74. C’è chi ha consegnato le schede di 14 persone: «Ognuno ha espresso il proprio parere», assicura la “portatrice”. Dario Ledri crede che dopo i primi 300 metri, ci si poteva fermare: «Serviva andare fino in fondo? Se poi si torna indietro, si deve rifare tutto da capo? ». «Diciamo che questa rivoluzione non ci voleva proprio – il pensiero di Sandra Maronese –, e penso sia meglio tornare alla vecchia sistemazione, perché il centro città era bello com’era. Come sistemerei le cose? Doppio senso di marcia, per far posto alle piste ciclabili via i parcheggi che troverebbero posto nel multipiano di via Manzoni».

Contraria al senso unico pure Annamaria Dose, che consegna una robusta quantità di tagliandi raccolti quotidianamente con il marito. «Avrebbe voluto votare di persona anche lui – confida Annamaria –, ma è dovuto rimanere in auto proprio perché ora non è facile trovare parcheggio, tutto è diventato più scomodo. Non capiamo il senso della nuova viabilità pensata per le piste ciclabili, visto che i ciclisti continuano imperterriti a pedalare lungo i controviali».


Luisa Franzon invece approva la novità, seppur con riserva: «Bene il senso unico, ma non così come è ora – dice –. Serve togliere una fila di parcheggi per rendere la corsia per le auto più ampia e il colpo d’occhio più elegante. E poi mi chiedo: davanti al teatro Verdi c’è lo spazio per le biciclette, ma che senso ha allora bloccarlo con le fioriere? ». 

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