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Trieste, arriva in Sacchetta il dispositivo anti plastica che pulisce il mare

Davanti a molo Fratelli Bandiera ecco il dispositivo Seabin, attivo 24 ore su 24. Il precedente al Marina San Giusto. Lo ha deciso l'Autorità portuale

TRIESTE Un cestino galleggiante per la raccolta dei rifiuti marini. È il nuovo dispositivo installato ieri dall’Autorità di Sistema portuale del mare Adriatico orientale alla base del molo Fratelli Bandiera, a pochi passi da ciò che resta della piscina Acquamarina. Si chiama Seabin (letteralmente bidone del mare) ed è un dispositivo posizionato a filo d’acqua, capace di raccogliere più di 500 chili di rifiuti plastici presenti in mare in un anno. È un dispositivo figlio dell’aumentata attenzione nei confronti dell’inquinamento dei mari causato dalla plastica ed è efficace soprattutto in aree come i porti, dove si accumulano i detriti e l’immondizia flottante.

Proprio per questo motivo Seabin, funzionando senza sosta, 24 ore su 24 e sette giorni su sette, darà un valido contributo alla pulizia del mare in prossimità della banchina alla radice del molo Fratelli Bandiera, che rappresenta un punto di accumulo dei rifiuti della cosiddetta “Sacchetta”, dove i mezzi nautici operano con difficoltà e, nel caso di accumulo di sporcizia, risulta necessario l’intervento di personale addetto per una loro raccolta manuale.


«Siamo consapevoli che Seabin da solo non può risolvere i problemi dell’inquinamento in mare – ha affermato Zeno D’Agostino, presidente dell’Authority giuliana – ma può dare un contributo per la pulizia degli specchi acquei, tanto che stiamo valutando il posizionamento di un altro dispositivo nel porto». Il “cestino”, posizionato a filo d’acqua, è in grado di raccogliere 1,5 chili di rifiuti plastici marini, comprese le microplastiche e le microfibre, pompa fino a 25 mila litri d’acqua all’ora e necessita di interventi di svuotamento e pulizia. Viene solitamente installato nei “punti di accumulo” dove i venti e le correnti marine tendono a far depositare i detriti galleggianti, riuscendo così a catturare i rifiuti, mentre una piccola pompa espelle l’acqua filtrata. Raccoglie e trattiene tutti i rifiuti e microrifiuti galleggianti: dai pezzi di plastica ai sacchetti della spazzatura, ai mozziconi di sigarette, fino alle fibre invisibili a occhio nudo.

Quello di molo Fratelli Bandiera però non è il primo dispositivo del genere presente sullo specchio di mare antistante le Rive: lo scorso settembre un suo gemello è stato installato a fianco del molo dove sorge il Marina San Giusto. Seabin arriva nel porto di Trieste dopo essere già stato installato in altri scali italiani. Il prototipo di questo strumento acchiappa rifiuti marini è nato dall’intuizione di due surfisti australiani, Andrew Turton e Pete Ceglinski. —


 

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