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Kosovo, elezioni: la sinistra nazionalista straccia gli altri partiti

Vetevendosje-Autodeterminazione dell'ex premier Kurti secondo gli exit poll avrebbe il 41,8%. Pdk al 16,5%

Mauro Manzin
2 minuti di lettura
Elettori distanziati per l'emergenza Covid-19 attendono di votare in un seggio a Pristina 

TRIESTE. Al di là del freddo e del Covid-19 domenica 14 febbraio il Kosovo ha votato per eleggere il nuovo Parlamento.

Un voto senza sorprese nei suoi esiti. Il movimento nazionalista di sinistra Autodeterminazione (Vetevendosje, VV, all'opposizione) è in testa con il 41,8% nello spoglio delle elezioni legislative anticipate di ieri.

Questo secondo un exit poll diffuso dopo la chiusura dei seggi (alle 19) dall'istituto demoscopico Pipos, come riferito dalla tv Klan Kosova. Alle spalle di Autodeterminazione, la forza politica guidata da Albin Kurti, figurano il Partito democratico del Kosovo (Pdk) con il 16,5%, la Lega democratica del Kosovo (Ldk) con il 15,2%, l'Alleanza per il futuro del Kosovo (Aak) con il 7,2%. È stata fornita anche una prima proiezione dei seggi nel nuovo Parlamento con VV che ne otterrebbe 52 a VV, 20 andrebbero al Pdk, 19 alla Ldk, 9 alla Aak.

E, nonostante le avversità climatiche e sanitarie, l’affluenza è stata del 46,7%, superiore al 44,5% registrato alle precedenti politiche del 6 ottobre 2019, con punte che hanno superato l’80% nei centri del Nord del Paese dove vive la comunità serba.

La commissione elettorale ha al tempo stesso confermato le notizie sulla scarsità di schede elettorali registratasi in alcuni seggi nella capitale Pristina.

Ciò ha provocato file e ritardi nelle operazioni di voto.

Commissione che nel corso della giornata di ieri e in piena fase di voto ha annunciato che ai seggi venivano accettati anche i documenti di identità scaduti, mentre è stato negato il voto agli ammalati di coronavirus ricoverati nell’ospedale della capitale.

Il convitato di pietra di questa tornata elettorale, la quinta tenuta per chiusura anticipata della legislatura dalla proclamazione di indipendenza dalla Serbia il 17 febbraio 2008, è sicuramente il leader del Pdk e presidente dimissionario Hashim Thaci, arrestato nei mesi scorsi per crimini di guerra unitamente ad altri ex leader come lui dell'Uck, la guerriglia indipendentista albanese che combattè contro i serbi nel conflitto armato del 1998-1999.

Thaci e gli altri sono in carcere all'Aja. Ma il suo partito non sembra aver beneficiato della ventata nazional populista che la carcerazione di Thaci avrebbe potuto scatenare tra gli elettori. Né giovamento alcuno ha portato l’intervista rilasciata, alla vigilia del voto, alla Cnn dall’attuale capo dello Stato ad interim Vjosa Osmani la quale ha chiaramente affermato che quanto fatto dall’Uck era in pratica giustificato dai crimini perpetrati dai serbi, guidati dall’allora presidente Slobodan Milošević, nei confronti del popolo albanese del Kosovo. Insomma, crimine giustifica crimine.

A quanto emerge dagli exit polls i kosovari hanno puntato non su un vetero nazionalismo ancora trasudante vendetta e sangue, ma su un nazionalismo che pone la statualità al centro, statualità che va difesa comunque e dovunque, in primis nei confronti della Serbia che non vuole riconoscere l’indipendenza del Paese.
 

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