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Carnevale di Muggia, la riviera orfana della sfilata. Ma le compagnie propongono una domenica virtuale: ecco il video

C’è chi trasferisce i festeggiamenti in rete e chi ricorda gli anziani mancati nel corso del 2020 «Giorni tristi in un periodo già di per sé angosciante. Per noi è perdere un momento di gioia»

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Carnevale di Muggia, la sfilata domenicale del 2020 poco prima del lockdown 

MUGGIA. Sono giornate atipiche quelle appena trascorse a Muggia. Fino allo scorso anno questo era il giorno di sfilata della festa più importante della cittadina rivierasca, quel Carnevale che è riuscito nel corso dei decenni a far travalicare il nome di Muggia anche oltre i confini nazionali.

Una festa popolare autentica e genuina, con dei riti unici. Poi è arrivata la pandemia e tutto si è bloccato. Eppure la voglia c’è, traspare dalle parole dei componenti delle compagnie, del presidente dell’associazione delle stesse, del sindaco e dell’assessore che qui a Muggia è assessore al Carnevale. «Non sto a sottolineare il magone che ho dentro – spiega Mario Vascotto, presidente dell’associazione delle compagnie – e credo sia una condizione insita in tutti gli attori del carnevale, ma anche di tutta Muggia. Nonostante tutto ho cercato di tenere vive, almeno virtualmente, queste giornate. Abbiamo pensato che non ci può essere una domenica di Carnevale senza una sfilata, e allora abbiamo investito le compagnie dell’idea di fare una sfilata virtuale. Ogni compagnia ha creato un video virtuale dove raccontano storia, immagini, momenti». Video che sarà visibile oggi alle 13, su YouTube e su Facebook.

Carnevale a Muggia, in tempi di Covid la sfilata è virtuale



Una sfilata da remoto, insomma, a “distanza”. Ma il morale è alto, nonostante tutto. Per Francesca Calligaris, della compagnia Lampo, «grazie al gruppo dei nostri giovani abbiamo elaborato il video che andrà in onda proprio domani (oggi) e che ci ha dato lo spunto per nuovi progetti». Grazie a questa idea della sfilata virtuale tutta la famiglia Lampo ha cercato foto e video degli anni precedenti: «Sarà una domenica insolita e tranquilla senza sveglie alle 6 per andar a tirar fuori i carri, senza l’imprevisto della modifica dell’ultimo minuto al vestito, senza la nostra festa della domenica sera, per noi un rito perché finalmente ci si rilassa e ci si gode la festa». Anche Diana Colombin, della compagnia Mandrioi, ha il suo programma per oggi: «Parteciperò all’esercitazione del progetto Armonia organizzata dalla Protezione civile regionale con la squadra di cui faccio parte e dalle 13 guarderò la sfilata in streaming. Il resto del pomeriggio lo lascerò all’estro del momento». Per Fulvia Bertoldini, della Trottola, sarà «strano non essere in piazza a ballare, o a bere un bicchiere in compagnia per le calli di Muggia. A quest’ora eravamo in fermento per la sfilata. Invece no, tutto questo solo a parole, niente musica, niente vestiti, niente carri. E soprattutto, niente sfilata».

Anche a Diana Stradi, della compagnia dell’Ongia, mancherà l’essenza del Carnevale, dei suoi riti: «Purtroppo quest’anno la sfilata non ci sarà. Non ci sarà mia mamma che mi chiama appena sveglia per dirmi che tempo è e “A che ora vegno de ti? ” Non ci sarà la casa piena di borse di vestiti, di brillantini e di colla a caldo appiccicata ovunque. Quest’anno il carnevale non c’è. Non c’è per rispetto delle persone che stanno male, di chi ha perso un parente, un amico, di chi in questi giorni ricorda le persone amate». Per Alma Masè, della Lampo, sono «giornate ancora più tristi in un periodo senz’altro angosciante. L’anno scorso tutto si è concluso il 23 febbraio, dopo la sfilata. È stata una doccia fredda. Oggi, nonostante tutto, siamo pronti a ripartire non appena sarà possibile e sicuro. È lo spirito di questo nostro Carnevale e del motto “Mai molar”». Per Caterina Galletti, di Bulli e Pupe, questa situazione surreale «potrebbe rischiare di incrinare il nostro morale e le nostre aspettative per il carnevale, ma noi come Bulli e Pupe non siamo rimasti fermi nemmeno in questo periodo. La nostra attività perdura per tutto l’arco dell’anno con ritrovi e iniziate dedicate soprattutto ai nostri piccoli componenti della compagnia. Siamo pronti più che mai ad affrontare nuove sfide, come questo carnevale anomalo, uniti più che mai in allegria».

Il re del Carnevale e presidente dei Mandrioi, Giovanni Derin, che giovedì scorso ha ricevuto dal sindaco le chiavi della città, ha sottolineato quanto «a mancare non sia solo la festa ma tutti i preparativi, il lavoro di squadra, il confronto in capannone. La stessa consegna delle chiavi, quest’anno, ha avuto un sapore decisamente differente rispetto alle scorse edizioni, mi mancava la gente in piazza, il ballo della verdura, lo girare tra le calli. Ma dobbiamo andare avanti e prepararci al meglio all’edizione primaverile di questo strano Carnevale, giunto alla 68esima edizione». L’assessore Stefano Decolle vive questa situazione «con malinconia, come gran parte dei muggesani» perché «manca il sentimento vero della festa e del ritrovarsi lasciando alle spalle i problemi quotidiani per vivere la festa dove anche i ruoli sociali si perdono nell’allegria. Spero che chiunque voglia candidarsi a sindaco o anche a consigliere sappia gustarsi tutta l’anima del carnevale senza se e senza ma, non basta guardare la sfilata». Infine, il sindaco Laura Marzi: «Sono una che il Carnevale lo ama profondamente e lo vive, in condizioni normali, partecipando alla festa. È evidente che questo è un anno particolare, nel quale diciamo chiamati prima di tutto alla responsabilità, per far fronte a questa pandemia che un anno fa ci ha fatto chiudere anzitempo la nostra più grande manifestazione. E pur con la consapevolezza dell’importanza di dover obbedire alle normative, sono anche io molto triste di non potermi godere la festa».—


 

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