Lunedì i sindaci del Fvg in piazza a Monfalcone per protestare contro i disservizi postali

Appuntamento fissato per lunedì 15 febbraio, alle 17, a Monfalcone

MONFALCONE Esasperati da "un dialogo sterile", stanchi di vedere i propri cittadini per ore in fila sotto la pioggia e la neve, stufi di sportelli promessi ma mai installati e infine della riduzione dell’orario di apertura in piena pandemia. Dopo un anno di incontri con i dirigenti di Poste Italiane in cui si sono raggiunti pochi degli obiettivi prefissati, l'Anci Fvg invita i sindaci di tutta la regione a far sentire la propria voce lunedì 15 febbraio, alle 17, in via Parini (davanti alle Poste) a Monfalcone.

“Si tratta di diverse criticità che vengono segnalate continuamente: dal ritardo della consegna della posta, alla consegna anomala delle raccomandate con deposito, fino alla riduzione degli orari di apertura degli sportelli. A queste si aggiungono la mancanza di sportelli Atm (che spesso rappresentano per alcuni centri dei veri e propri punti di riferimento) e la necessità di eliminare le barriere architettoniche" ha spiegato Dorino Favot, presidente di Anci Fvg”.

"Nei diversi incontri avvenuti con Poste Italiane abbiamo ottenuto ascolto e cortesia, però non sono mai seguiti fatti concreti se non alcuni interventi a spot. Ad oggi non abbiamo nemmeno una minima programmazione degli interventi richiesti”.

“Siccome il servizio postale è un servizio universale finanziato con fondi pubblici - ha concluso Favot - riteniamo importante far sentire la voce dei sindaci con una manifestazione di protesta con la fascia tricolore".

Ma quali sono nel dettaglio le richieste? "Quello che chiediamo è che le Poste aprano gli sportelli e le filiali dislocati sul territorio, perché non è possibile che in una provincia siano operativi nel pomeriggio solo due sedi, nel caso dell’Isontino gli uffici centrali di Gorizia e Monfalcone - ha commentato il sindaco di Monfalcone Anna Maria Cisint. Il risultato di questa scelta sono file chilometriche, con anziani costretti ad attendere per ore in piedi con qualsiasi condizione, anche con il freddo e la pioggia, per di più con il rischio di creare assembramenti. Si tratta per di più di servizi per adempimenti spesso obbligatori, come pagamenti o procedure richieste dalla legge. Prima di organizzare questa manifestazione abbiamo scritto molte volte e incontrato i dirigenti delle Poste, ma siamo stati sempre rimbalzati. È urgente che le Poste diano delle risposte concrete nel rispetto delle persone, investendo nel personale e facendo tutto quello che è necessario per garantire i servizi dovuti”.

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