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A Monfalcone rinascono i casoni del Comune con la vendita diretta del pesce

I casoni a Monfalcone

Due delle 4 strutture dedicate al commercio e somministrazione al pubblico con costruzioni ecosostenibili. L’intervento conterà sui 350 mila euro di fondi Ue

MONFALCONE Ai blocchi di partenza la riqualificazione delle sponde, sul lato del bacino di Panzano e lato mare, Marina Nova entro l’anno vedrà partire anche quella dei casoni di proprietà comunale, del parcheggio antistante e dell’accesso all’area. L’intervento potrà contare sui 350 mila euro acquisiti sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (Feamp), assegnati mediante il Servizio caccia e pesca della Regione, grazie a un progetto centrato sullo sviluppo della pesca sostenibile e delle strutture a sostegno della filiera. Due dei 4 casoni di proprietà comunale saranno trasformati per accogliere, come da progetto, la vendita diretta e l’attività di somministrazione al pubblico del pesce. A connetterli ci sarà una copertura tra i manufatti, dotata di pannelli fotovoltaici, garantendo la sostenibilità ambientale delle attività. Le costruzioni saranno accessibili da una rampa, gli altri due casoni, sempre pubblici, continueranno a essere utilizzati per il deposito delle attrezzature da pesca e come magazzino.



«Insistendo su un sito classificato come inquinato dal 2014, abbiamo provveduto alla caratterizzazione e allo svolgimento dell’analisi di rischio – spiega il sindaco Anna Cisint –, aggiornata a una destinazione artigianale e per la pesca dell’area, che in precedenza era considerata residenziale». Il motivo per cui, a fronte dell’esito dell’analisi di rischio, il procedimento s’era bloccato tra il 2015 e 2016. La conferenza dei servizi è già stata convocata con Arpa e Asugi che in settimana dovrebbero fornire i pareri alla Regione, consentendo al Comune di procedere con la progettazione e poi all’affidamento dei lavori, che potrebbero partire tra fine estate e autunno. La riqualificazione, frutto della collaborazione tra l’amministrazione comunale e la Cooperativa pescatori, con il presidente Michele Doz, rischia di essere depotenziata, come l’intervento sulle sponde (da 450 mila euro per l’area a mare e 707 mila per quella affacciata sul bacino di Panzano), dalle condizioni dei fondali. «Abbiamo estrema difficoltà a uscire, a meno di non attendere l’alta marea, perché il canale dove si trovano le nostre 5 imbarcazioni s’è riempito di detriti», ha spiegato uno dei pescatori professionisti che hanno l’unità ormeggiata nella darsena di Marina Nova, durante un sopralluogo che il sindaco Cisint ha effettuato con l’assessore a Viabilità e decoro Massimo Asquini ed il dirigente dell’Area tecnica Enrico Englaro. «Credo che per la situazione creatasi sul lato a mare, in seguito alle mareggiate e al deposito di materiale, l’intervento sia assimilabile ad una pulizia dei detriti – sottolinea il sindaco – e non a un dragaggio. Ho preso contatti con la Regione, perché a effettuare i lavori sia il Consorzio di sviluppo economico della Venezia Giulia in delegazione amministrativa intersoggettiva». Intanto lunedì prossimo prenderà il via, dal lato a mare, la bonifica bellica propedeutica alla riqualificazione delle sponde.—

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