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Morto intrappolato nella macchina agricola, sequestrata la miscelatrice che ha ucciso Sain

Il 59enne Sain e il trasferimento della miscelatrice con il supporto dei vigili del fuoco

La Procura di Gorizia ha aperto un fascicolo sul decesso dell’agricoltore di 59 anni per l’infortunio sul lavoro

GRADO. Al podere di Roberto Sain, un appezzamento coltivato a cereali e legumi da granella, sul longilineo viale della Vittoria, sprofondato tra i campi di Fossalon, domenica pochi minuti prima delle 18 si stava consumando un rito abituale: la preparazione del fieno per le trenta mucche da latte dell’allevamento. I pasti “confezionati” da una macchina agricola, una miscelatrice a tre coclee, tipologia di lame avvitate. Un attrezzo capace di triturare balle da fieno del peso di 6 o 7 quintali.



Ma la tragedia era dietro l’angolo ed è arrivata improvvisa e fatale, come spesso avviene negli infortuni mortali sul lavoro. Roberto Sain, 59 anni compiuti il 23 gennaio, marito di Nicoletta Pozzetto, padre di Manuel e Nicolas, è rimasto intrappolato nella miscelatrice, non ha avuto scampo. I soccorritori l’hanno intuito subito: troppo gravi le ferite inferte dalle lame.

Sull’infortunio mortale la Procura di Gorizia, con il magistrato di turno, sostituto Laura Collini, ha aperto un fascicolo, al momento senza indagati. Gli accertamenti, in materia infortunistica, competono di prassi al personale dell’Azienda sanitaria. E sarà chiamato a vagliare la dinamica dei fatti, senza nulla escludere. Compreso il funzionamento del macchinario e valutando se, al momento dell’incidente, operasse regolarmente. Se si trattasse cioè di un dispositivo a norma o presentasse eventuali difetti, per esempio.

Il macchinario è stato posto sotto sequestro. Sul luogo dell’infortunio mortale sono arrivati, domenica, anche i carabinieri di Grado con due gazzelle al comando del luogotenente Alessandro Maggio, pure accorso su viale della Vittoria. I militari hanno messo in sicurezza la zona interessata, transennando il piazzale di una vicina proprietà, dove la miscelatrice è stata trasportata per consentire ai vigili del fuoco del distaccamento di Monfalcone e della centrale operativa di Gorizia di intervenire in luogo illuminato e idoneo al recupero della salma.

Operazione conclusa alle 23.40, quando i pompieri hanno fatto rientro alla base, a distanza di sei ore dall’arrivo. Sette gli uomini, più due della polizia giudiziaria del corpo, che si sono alternati in ciascuno dei due turni coinvolti. Vari i mezzi dispiegati, tra cui l’autogru. Con quest’ultima si è provveduto a sollevare la miscelatrice per il fieno e a ribaltarla. Dopodiché il carter, cioè l’involucro esterno della macchina, è stato smontato dai vigili del fuoco, che poi hanno proceduto al recupero del povero corpo.

Come Roberto Sain sia potuto finire intrappolato nella macchina agricola è ancora oggetto di accertamento. In ogni caso, dai primi rilievi, l’ipotesi preponderante pare essere quella di una causa accidentale. Un uomo, un vicino, ha notato Sain al lavoro, domenica. Lo ha visto spingere con una gamba, anche in altre occasioni, il fieno nel macchinario. E dunque si ipotizza, in attesa di altri riscontri, che questo tipo di condotta possa aver contribuito all’esito fatale. È partito, successivamente, l’allarme per ricevere un intervento di soccorso: alle 17.55 la telefonata al Sores, la centrale unica di emergenza.

Ma la ricostruzione dell’accaduto spetta ora agli organi competenti: in queste primissime fasi non si può che procedere per ipotesi, nel tentativo di capire cosa è andato maledettamente storto, domenica, nel preparare il fieno per le mucche. —

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