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Nel ’76 il “diamante” dedicato a Gaspardis

È stato un dei pionieri del batti e corri in Friuli Venezia Giulia Maggiore dell’Esercito ottenne la Croce al merito di guerra

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Luca Perrino / RONCHI

Era il 1976 quando il sindaco di Ronchi dei Legionari, Umberto Blasutti, tagliò il nastro nel corso di una cerimonia con la quale lo stadio di baseball veniva intitolato ad Enrico Gaspardis. Ma il diamante di via Soleschiano, oggi si trova in piazzale Atleti Azzurri d’Italia, ha radici ancora più profonde. È il 1960 ed i Black Panthers, dopo numerosi tornei e gare amichevoli, si iscrivono per la prima volta alla serie C. Nel 1969, poi, con la prima stagione in serie A iniziano gli anni d’oro del baseball ronchese.

Non è un buon inizio, visto che la formazione finisce ultima ma non retrocede, visto che allora la federazione decide di portare da 8 a 12 il numero delle squadre del campionato maggiore. Nello stesso anno viene inaugurato lo stadio che sarà dedicato, qualche anno dopo a Enrico Gaspardis, uno dei pionieri del “batti e corri” cittadino.

Dopo soli tre mesi di lavoro questa è la prima struttura realizzata da un’amministrazione civica nel Triveneto. Alla guida della società c’è Felice Giacconi, divenuto presidente nel 1964 ed in carica sino alle soglie degli anni Ottanta. L’amministrazione comunale appare da subito sensibile a questa esigenza, mentre il primo impianto di illuminazione viene realizzato grazie ad un fido bancario sottoscritto da tutti i dirigenti e poi donato al Comune.

Sarà proprio Giacconi a provvedere, a sue spese, alla costruzione delle due tribune laterali. Un omaggio, quello del 1976, ad un grande amico del baseball ronchese, Enrico Gaspardis appunto. Nacque il 16 luglio 1911 a Sevegliano di Bagnaria Arsa. Nel 1935, richiamato alle armi, prese parte alla spedizione in Somalia.

Tornato in patria, nell’agosto del 1936 si iscrisse all’Università di Trieste, ove conseguì la laurea in economia e commercio. Nel febbraio 1942, ripreso servizio nell’Esercito con il grado di capitano, fu inviato a presidiare la frontiera italo-jugoslava nei pressi di Mattuglie (Fiume). Nel 1943 venne catturato dai Tedeschi, ma riuscì a fuggire in modo rocambolesco, saltando dal convoglio ferroviario che lo stava portando ai campi di prigionia. Congedato con il grado di maggiore, fu insignito della Croce al merito di guerra.

Nel 1944 assunse la direzione dei Consorzi riuniti di bonifica acque dell’Agro monfalconese e del Brancolo di Ronchi dei Legionari. Apprezzata fu la sua attività in ambito sportivo. In particolare, in qualità di presidente provinciale della Federazione, fu tra gli artefici della diffusione del baseball. Morì a Visco il 14 aprile 1968. –

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