Il presidente di Confindustria Fvg Giuseppe Bono: "Siamo pronti a fare la nostra parte. Vaccini in fabbrica a spese delle aziende"

Lettera a Fedriga e Arcuri: l’obiettivo è rendere sicuri quanto prima i luoghi di lavoro 

UDINE Una lettera inviata al presidente della Regione Fedriga e al commissario straordinario per l’emergenza Covid Arcuri per dare la disponibilità a vaccinare i lavoratori nelle aziende, non appena arriveranno dosi sufficienti di siero. Operazione i cui costi sarebbero interamente a carico delle imprese stesse. È l’iniziativa presa dal presidente di Confindustria Friuli Venezia Giulia Giuseppe Bono, fatta propria anche dal presidente di Confindustria Veneto Carraro. Bono, nella missiva, ricorda la collaborazione con i sindacati e la campagna sia per gli screening di massa nelle fabbriche, sia per la vaccinazione antinfluenzale.

«Quest’anno abbiamo molto e proficuamente lavorato con le organizzazioni sindacali - scrive Bono - non solo sottoscrivendo degli accordi importanti, poi recepiti a livello nazionale, sulla costituzione dei comitati Covid 19 in fabbrica e sui rappresentanti territoriali dei lavoratori alla sicurezza, ma abbiamo operato davvero e in termini pratici per limitare nelle fabbriche la diffusione del virus. Con il sindacato siamo andati a visitare decine di aziende, abbiamo costruito protocolli informativi e una rete di conoscenza con i medici e i responsabili della prevenzione. Soprattutto mi preme ricordare il successo del nostro progetto, anch’esso condiviso con i sindacati, “Ancora più sicuri in fabbrica – Tamponi rapidi” che ha consentito di monitorare efficacemente la diffusione della pandemia nell’intero comparto industriale regionale; in virtù dell’intesa Confindustria Friuli Venezia Giulia ha distribuito oltre 50 mila tamponi rapidi della “Roche Pharma” ai lavoratori facendo assumere, tanto il costo del presidio e la somministrazione dello stesso, integralmente al sistema delle imprese. Simultaneamente nel mese di gennaio 2021, ha avuto seguito la campagna di vaccinazione antinfluenzale “Ancora più sicuri in fabbrica– vaccinati al lavoro”. La difficoltà nel reperimento del vaccino antinfluenzale ha, purtroppo, limitato la diffusione dell’iniziativa, come peraltro si era definito nell’intesa del 2 dicembre 2020, ai dipendenti delle industrie aderenti con condizioni di maggior rischio per condizioni di lavoro, idoneità o età: nel Pordenonese e nella Venezia Giulia sono state vaccinate oltre 1000 persone, scelte tra gli ultrasessantenni e i lavoratori fragili».


«In virtù di questi successi - aggiunge il presidente Bono - sono convinto che il know how che, con il sindacato, Confindustria Friuli Venezia Giulia ha sviluppato, possa essere ancora più utile nel momento in cui il Paese è impegnato nel complesso obiettivo della vaccinazione estensiva anti Covid 19 per contribuire alla vaccinazione nei luoghi di lavoro con un decisivo apporto organizzativo e la diretta assunzione dei costi. Il valore dell’esperienza fatta dall’associazione nella gestione di procedure complesse sia con le case farmaceutiche che con la Croce rossa e le cooperative di medici territoriali ha consentito la somministrazione dei presidi nel rispetto delle discipline di legge e nella garanzia dei lavoratori e delle imprese. Propongo l’opportunità per il Paese di estendere tali forme di iniziative sussidiarie all’azione delle autorità e con le stesse strettamente coordinate per agevolare anche le prossime fasi di vaccinazione anti Covid 19 destinate ai cittadini lavoratori, per velocizzare la copertura vaccinale e rendere subito più sicure le fabbriche». «In coordinamento con la Regione e con il Commissario straordinario, mettiamo a disposizione -si legge ancora - le procedure già sperimentate e collaudate per anticipare il più possibile nelle fabbriche la vaccinazione nell’ interesse dei lavoratori, delle imprese e della nazione, facendo assumere integralmente alle imprese il costo della somministrazione». —


 

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