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Scuola promossa a Trieste. L'obiettivo: "Dopo il rodaggio rientro in aula per 3 studenti su 4"

Il bilancio del prefetto Valenti. Istituzioni soddisfatte per l’avvio di ieri: «Il piano funziona»

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TRIESTE Il debutto è positivo. Tra ingressi scaglionati e doppi turni, gli attori che hanno messo a punto la ripartenza della didattica in presenza nelle scuole superiori del Friuli Venezia Giulia archiviano con soddisfazione la campanella di ieri per circa 25 mila studenti (il 50% degli iscritti) e 4.500 docenti costretti dal 5 novembre alle lezioni in modalità telematica causa seconda ondata della pandemia.

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Tra le criticità di giornata, una manciata di ritardi in Alto Friuli su autobus turistici da noleggio utilizzati a supporto del Tpl; ma complessivamente i piani che erano stati predisposti per il rientro dal 7 gennaio, poi slittato, hanno funzionato. Per garantire il distanziamento anche nei trasporti, la Regione ha inserito ulteriori 700 corse autobus giornaliere e quattro nuove corse treno. Alle fermate e davanti ad alcuni istituti, per prevenire assembramenti, sono stati inoltre arruolati un centinaio di volontari della Protezione civile. A richiederne il servizio nove comuni, tra cui le città capoluogo.

Al via le scuole di Trieste, volontari antiassembramento alle fermate dei bus



«Tutto è filato liscio, non ci sono arrivate segnalazioni o lamentele», riassume il prefetto di Trieste Valerio Valenti dopo aver sentito i colleghi delle altre province. Il monitoraggio continuerà nei prossimi giorni in una sorta di fase sperimentale che dovrebbe durare per un paio di settimane con il tetto del 50% degli studenti a scuola, come da indicazione del governo. Concluso l’assestamento, spiega Valenti, «verificato soprattutto il dato sanitario, si potrà ragionare su un progressivo avvicinamento al 75% (quindi 3 studenti su 4), la parte alta della forbice fissata dal Dpcm». Determinante, dice ancora il prefetto, sarà il comportamento dei ragazzi: «Serve la massima attenzione su mascherina e distanziamento. E i più bravi rimproverino i compagni che non seguono le regole».

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Un richiamo arriva anche dall’assessore all’Istruzione Alessia Rosolen: «I ragazzi sono stati bravi in questo primo giorno, ma la durata della riapertura, che auspichiamo fino al termine dell’anno scolastico, dipende in buona parte da loro». Pure il governatore Massimiliano Fedriga, nel suo intervento in Consiglio regionale, raccomanda «molta cautela». Non tanto su quanto succede in aula «quanto sulla mobilitazione verso plessi che, anche se solo al 50%, ospitano fino a mille persone». Fedriga difende poi le scelte della Regione: «Scorretto chi dice che c’è un presidente arcigno che vuole tenere i ragazzi a casa. Ci siamo basati sugli studi dell’Iss in cui si legge che, con un’incidenza del contagio elevata, non ci si può permettere di aprire le scuole in presenza». «Abbiamo fatto bene ad aspettare – aggiunge Rosolen –. Nei prossimi giorni cercheremo di sistemare anche gli incroci tra orari del Tpl e orari delle lezioni non ancora rodati». Graziano Pizzimenti, assessore ai Trasporti, promuove a sua volta la ripartenza: «I ragazzi sono stati portati a scuola in totale sicurezza. Registreremo quei piccoli ritardi emersi in montagna, ma il sistema ha dimostrato di reggere bene».

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Commenti positivi anche a Trieste Trasporti. Il responsabile delle relazioni istituzionali della società Michele Scozzai, premesso che il bel tempo ha incoraggiato molti studenti alla passeggiata verso gli istituti, fa sapere che «i mezzi hanno viaggiato mediamente con una decina di ragazzi a bordo. Solo in un paio di casi, sulla linea 22 e sulla 35, ci sono state corse con presenze tra le 25 e le 30 unità, probabilmente di compagni di classe. Numeri ben al di sotto del 50% di capienza e dunque ampiamente gestibili». Anche per Caterina Belletti, presidente dell’Apt Gorizia, «è stato un approccio timido da parte di un’utenza che si deve riabituare a una vita “normale”. Su una platea già dimezzata abbiamo contato un 20% di calo rispetto alle presenze che ci potevamo attendere. Ma l’importante, dopo un lavoro enorme, è non tornare indietro».

Nel mondo della scuola un coro di applausi. E anche tanta emozione, sia tra gli studenti che tra gli insegnanti, dopo tre mesi di collegamenti via computer, tablet e smartphone, racconta Oliva Quasimodo, dirigente del liceo Carducci-Dante di Trieste. La direttrice dell’Ufficio scolastico regionale Daniela Beltrame sottolinea quindi che il ritorno in classe è stato organizzato in autonomia dalle istituzioni scolastiche seguendo le disposizioni dei prefetti. «Ciò consente di svolgere in sicurezza le attività didattiche in presenza, tutelando la salute degli studenti e del personale – precisa –. È il risultato di un complesso lavoro di squadra. Siamo tutti soddisfatti».

La presidente Fvg dell’associazione presidi Teresa Tassan Viol si dice «entusiasta», ma avverte: «Occorre tenere questa quota percentuale di ragazzi in classe, anche se più bassa rispetto a una più alta che si potrebbe desiderare. Meglio meno studenti ma in modo continuativo, piuttosto che rifare gli stessi errori fatti ad avvio di anno scolastico quando si è voluto strafare per poi dover registrare la fermata». —


 

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