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A Trieste buffet e ristoranti riaccendono i fornelli. «Ma lavorare a pranzo non basta a rialzarsi»

Paolo Polla nel suo buffet da Pepi (Lasorte)

Tegami fumanti in cucina, tavoli apparecchiati in sala nel primo giorno  di zona gialla. Lo chef Morgan: «Incassi crollati, la ripartenza è ridicola» 

TRIESTE Sulle mattonelle del bancone in ceramica bianca, diversi pentoloni sistemati l’uno accanto all’altro sbuffano nuvole di vapore acqueo. Gli aromi che dai tegami si sollevano sono quelli di cotechini, salsicce e “porcina”. Profumi che, grazie alla ripristinata zona gialla, da ieri è di nuovo possibile respirare tra le quattro mura del “Buffet da Pepi”, un’istituzione a Trieste. «Era ora, sembra quasi di tornare a vivere – dice ridendo Paolo Polla, il proprietario, dalla cui mascherina abbassata appena sotto le narici sfuggono dei folti baffi grigi -.

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