Sei giovani afghani salvati a Monza: viaggiavano in un tir incastrati fra decine di pneumatici. Erano partiti dalla Serbia 8 mesi fa

Sei giovani afgani, di cui quattro minorenni, sono stati salvati dai Carabinieri dopo essere stati scoperti viaggiare stipati in un autoarticolato proveniente dalla Serbia, tra decine di pneumatici, fermato a Caponago (Monza). Foto Ansa

A dare l'allarme l'autista del mezzo, un cittadino macedone: mentre stava aspettando di scaricare in una zona industriale ha sentito voci provenire dall'interno del camion

MONZA Sei giovani afgani, di cui quattro minorenni, sono stati salvati dai carabinieri dopo essere stati scoperti viaggiare stipati in un autoarticolato proveniente dalla Serbia, tra decine di pneumatici, fermato a Caponago ( Monza). Erano in viaggio da otto mesi per arrivare in Serbia, al campo profughi di Bogovadja.

A dare l'allarme - lo scorso giovedì sera, ma la notizia si è saputa oggi, 31 gennaio - è stato l'autista del mezzo, un cittadino macedone, il quale mentre stava aspettando di scaricare in una zona industriale ha sentito voci provenire dall'interno del camion.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i soccorritori del 118. I due maggiorenni sono stati inseriti nello Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, mentre i quattro minori sono stati accompagnati in case di accoglienza su disposizione del Tribunale per i Minorenni di Milano. Le indagini dovranno ora appurare la rete che ha organizzato il loro viaggio. profughi erano partiti, come detto ben otto mesi fa, dall'Afghanistan da soli, stretti l'uno all'altro seguendo la rotta balcanica, per arrivare in Europa. Fra loro tre fratelli di 13,14 e 16 anni e un altro minorenne salvati insieme a due ventenni all'interno del Tir con rimorchio dedito al trasporto di pneumatici, quando l'autista si è fermato nel parcheggio di un'azienda a Caponago (Monza), per scaricare.

Ai carabinieri i ragazzini, così come i due maggiorenni, in buona salute per quanto provati da quattro giorni di viaggio sdraiati su pile di gomme che quasi lambivano il soffitto telato del bilico, non hanno voluto raccontare molto. Inizialmente hanno detto di essere diretti ad un campo profughi in Serbia, da dove il camion è partito e avrebbe fatto ritorno, ma con il passare delle ore (avevano i tesserini plastificati di quello stesso campo nascosti negli zaini) appare più credibile che la loro meta potesse essere un paese dell'Unione. Chi abbia organizzato il loro viaggio è ancora al vaglio. Per essere certi che nessuno fosse rimasto ferito o intrappolato tra le gomme, i militari hanno atteso tre ore perché tutto il mezzo pesante fosse svuotato. A quanto emerso dai racconti di vari trasportatori che viaggiano sulle medesime rotte, non sarebbe raro trovare resti di cibo e bottigliette vuote una volta svuotati i camion, segno che forse esista una vera e propria 'trattà per introdurre cittadini stranieri in Europa sfruttando i trasporti della merce

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