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Coronavirus, l'Austria cambia le regole: certificato obbligatorio per i pendolari

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Il nuovo regolamento entrerà in vigore dal primo febbario dopo un primo rinvio. Coinvolti tutti i valichi di frontiera, dalla Slovacchia all’Italia. Il test non dovrà essere datato più di tre giorni addietro

A partire dalla prossima settimana per i lavoratori pendolari diventerà più complicato entrare in Austria. Finora queste persone avevano potuto usufruire di un canale privilegiato: potevano attraversare il confine senza bisogno di test Covid, senza obbligo di quarantena e senza la registrazione online sul portale del Ministero della Salute. Da domani invece dovranno esibire anch'essi un certificato medico, oppure i risultati di un test molecolare o antigenico rilasciato - però - non più di 72 ore prima. È quanto prevede il nuovo regolamento emanato dal governo austriaco, attualmente al vaglio dei Länder e delle parti sociali (sindacato, Camere dell'economia e del lavoro e così via).

La decisione di rendere più rigorosi i controlli è dovuta al timore del diffondersi del virus nelle sue mutazioni inglese, brasiliana e sudafricana. L'obbligo del test anche per i pendolari sarebbe dovuto entrare in vigore già lunedì scorso. Il rinvio è stato necessario, perché era mancato il tempo per condividerne il testo con i Länder e le parti sociali. E, peraltro, non è nemmeno sicuro che i controlli partano già dalla giornata di domani, come ci è stato riferito dal colonnello. Giulio Meddi, della Polizia di Stato, responsabile del Centro di cooperazione internazionale di Thörl-Maglern, al confine di Tarvisio.

La Polizia austriaca, con la quale l'ufficiale italiano opera in stretto contatto, ritiene infatti che l'organizzazione dei controlli alla frontiera possa richiedere più tempo. In ogni caso, se non già domani, l'obbligo del test Covid sarà applicato nei giorni successivi. Inizialmente si era pensato che la misura cautelare assunta dal governo di Vienna riguardasse soltanto i valichi verso la Slovenia e la Slovacchia. Rainer Dionisio, portavoce della Direzione di Polizia della Carinzia, ci ha confermato invece che il provvedimento è esteso a tutti i valichi di frontiera, compresi quelli con l'Italia.

Per gli italiani che periodicamente raggiungono la Carinzia per lavoro attraverso il valico di Tarvisio sarà un bel problema. Perché non basterà loro un solo test, ma quest’ultimo dovrà essere replicato ogni tre giorni, non essendo considerato più valido trascorse appunto le 72 ore. Difficile dire quanti siano i pendolari coinvolti, perché vi sono quelli che attraversano la frontiera tutti i giorni, ma anche i pendolari settimanali o mensili. In ogni caso sono molti: basti dire che soltanto all'Infineon di Villaco (società di sviluppo e produzione di semiconduttori) lavorano 350 italiani. —

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