Catano va in pensione A Gradisca “persi” sei medici in un anno

Il dottor Flenda prenderà il suo posto anche a Villesse «Forse nei decenni è mancata la programmazione»

/ Gradisca

Nuovo avvicendamento fra i medici di base del mandamento gradiscano. Venerdì è stato l’ultimo giorno di lavoro per il dottor Graziano Catano, che a decorrere da domani avrà dunque raggiunto la meritata quiescienza.


Si tratta del sesto medico di medicina generale ad essere andato in pensione nell’arco dell’ultimo anno. A sostituire Catano sarà il dottor Fabio Flenda, già in servizio a Cervignano. Il suo incarico per ora è provvisorio ed avrà una durata di un anno. La buona notizia invece è che anche il dottor Flenda, come il proprio predecessore, svolgerà attività di ambulatorio sia nella cittadina della Fortezza sia a Villesse, avendo comunicato ad Asugi questa disponibilità. Un sospiro di sollievo per il comune guidato dalla sindaca Flavia Viola, che non rischia più – pertanto – di rimanere sprovvisto di medici.

Gli orari del nuovo professionista saranno disponibili da domani sul sito internet dell’Azienda Sanitaria Giuliano-Isontina. Per consentire la continuità delle cure agli assistiti, gli uffici di Asugi provvederanno al loro trasferimento provvisorio nella lista del professionista a cui viene conferito l’incarico.

Graziano Catano, 64 anni il prossimo 7 marzo, ha iniziato la sua attività professionale come giovane medico d’emergenza sulle ambulanze del 118. Nel 1992 ha effettuato le prime sostituzioni come medico di base, sino all’incarico definitivo portato avanti dal 1997 nel suo ambulatorio di via Gorizia. Le sue riconosciute doti umane e professionali sono state molto apprezzate dai cittadini, che lo hanno congratulato in questi ultimi giorni di lavoro con calore e un pizzico di commozione. «Ho cercato di dialogare con tutti alla pari – racconta il dottor Catano – e voglio ringraziare i pazienti per l’affetto e la fiducia che mi hanno sempre dimostrato. Vorrei rivolgere anche un pensiero di gratitudine ai colleghi che mi hanno preceduto sulla strada della quiescenza e con cui abbiamo fatto un buon lavoro, i professionisti che mi hanno a volte sostituito e non ultime le infermiere dell’Adi, umane e preziosissime».

Quindi un pensiero viene rivolto alla nuova generazione di medici che, di colpo, si ritrova in prima linea: «Forse nei decenni è mancata la programmazione sul territorio – la riflessione di Catano –. A questi ragazzi quindi auguro di avere coraggio e abnegazione. La nostra è una professione dura ma bellissima, che se svolta con cuore e dedizione può dare grandi soddisfazioni». –

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