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I vaccini contro il Covid funzionano: ecco i primi dati

TRIESTE Funzionano questi vaccini contro Sars-CoV-2? Sembrerebbe proprio di sì. I primi dati sulla protezione individuale sono stati quelli delle sperimentazioni cliniche. Il vaccino di Pfizer era stato provato in oltre 43mila individui in sei paesi. Il gruppo trattato con il placebo aveva registrato 162 casi di Covid-19 mentre quello vaccinato soltanto 8. Questo significa un’efficacia di protezione di oltre il 90%. Analoghi risultati con il vaccino di Moderna, un po’ inferiori con quello di AstraZeneca (70%). Per referenza, il vaccino stagionale contro l’influenza è efficace al 40-60%.

Ma cosa succede ora nella pratica reale delle campagne vaccinali? I primi dati sembrano molto confortanti. Sono due i paesi più avanzati in termini di copertura della popolazione, Israele (con il vaccino Pfizer) e Emirati Arabi Uniti (con Sinopharm, un vaccino cinese basato su un virus inattivato); entrambi i paesi hanno vaccinato ad oggi oltre un quarto degli abitanti (oltre 2 milioni di persone ciascuno). Israele ha seguito 200mila individui dopo la vaccinazione. I tassi di Covid-19 non sono risultati diversi tra vaccinati e non vaccinati la prima settimana dopo la prima dose, ma hanno cominciato a calare drasticamente successivamente: a due settimane, quando ci si aspetta che la risposta immunitaria sia già efficace, il tasso di infezione è stato il 33% inferiore nei vaccinati, con un trend migliorare ulteriormente e ancora in attesa dell’effetto del richiamo a 3-4 settimane.


Altri paesi, come il Regno Unito e la Norvegia, hanno scelto strategie diverse per indirizzare il proprio programma di vaccinazione. Il Regno Unito ha vaccinato oltre 4 milioni di individui tra operatori sanitari e persone anziane. La Norvegia ha invece vaccinato selettivamente oltre 40mila persone nelle case di riposo. E’ ancora troppo presto per capire l’impatto di queste azioni (e sarà difficile farlo nel caso della Norvegia, visto la scarsa diffusione del virus). In Inghilterra, il tasso di contagio calcolato in questi giorni sta progressivamente scendendo, ma anche in conseguenza delle misure preventive adottate dopo dicembre. Un conto è però la protezione individuale, l’altra è la capacità di bloccare la pandemia. Perché il pianeta possa liberarsi dal virus, o possa almeno controllarlo, è necessario che a un numero quanto più elevato di persone sia somministrato un vaccino che sia quanto più efficace possibile. In questo senso, preoccupano i dati che arrivano dal Brasile, che ha adottato un vaccino cinese basato su un altro virus inattivato (Sinovac), con un’efficienza che sembra significativamente più bassa, intorno al 50%. Sarà sufficiente per raggiungere un’immunità di gregge? —

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