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L'Ue: il Fvg tra le 3 regioni italiane a rischio zona "rosso scuro" con obbligo di test e quarantena per viaggiare. Fedriga: «Noi penalizzati»
 

TRIESTE. Il Friuli Venezia Giulia è una delle tre regioni italiane, insieme alla Provincia autonoma di Bolzano, che rischiano di essere mappate dall’Unione europea come zone "rosso scuro": ciò comporterebbe l'obbligo di test e quarantena per poter viaggiare nell’Ue. Le altre due sono Veneto ed Emilia Romagna.

È quanto risulta dagli ultimi dati pubblicati dall’Ecdc, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, relativi al numero cumulativo di casi ogni 100 mila abitanti negli ultimi 14 giorni. L’Ue ha deciso che quando questo valore supera i cinquecento viene indicata l’area come zona rosso scuro. Al 21 gennaio la provincia di Bolzano risultava con 696 casi cumulativi ogni 100 mila abitanti negli ultimi 14 giorni, il Veneto con 656, il Friuli 768 e l’Emilia Romagna 528.

La Commissione europea scoraggia tutti i viaggi "non essenziali" tra i Paesi dell'Unione europea e appoggia la proposta dei capi di Stato e di governo della scorsa settimana di istituire delle zone "rosso scuro" in aggiunta a quelle gia' presenti (verde, giallo, arancione e rosso) nella mappatura del Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc). Lo hanno reso noto i commissari Ue per la Giustizia, Didier Reynders, e per gli Affari Interni, Ylva Johansson, in conferenza stampa, come riportato dall'agenzia DiRE. Secondo la Commissione europea, chi rientra nel proprio Stato di residenza dovrebbe fare il test, con l'eccezione dei lavoratori transfrontalieri e di quelli del settore dei trasporti.

FEDRIGA, ZAIA E BONACCINI: «NOI PENALIZZATI»

"Imporre ai cittadini delle nostre Regioni l'obbligo di test e quarantena per poter viaggiare nell'Unione europea, così come previsto per le realtà colorate di 'rosso scuro', significherebbe penalizzare le amministrazioni che effettuano il maggior numero di tamponi e non, come sarebbe invece necessario, operare una valutazione su parametri epidemiologici oggettivi". Lo dichiarano i governatori dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e del Veneto, Luca Zaia, a commento della notizia secondo la quale le tre Regioni rischierebbero di entrare in zona 'rosso scuro' in ragione di un'incidenza di contagi, calcolata sui 14 giorni, superiore alle 500 unità su 100mila soggetti testati.

"Il dato dell'incidenza sui 100mila abitanti - spiegano i tre governatori - implica pertanto che la valutazione viene operata sul numero assoluto di positivi riscontrati." "Ne deriva dunque una situazione paradossale - concludono Bonaccini, Fedriga e Zaia - che, anziché incentivare le amministrazioni a potenziare i controlli sui cittadini, andrebbe a premiare quelle realtà che, per non rischiare di sforare i parametri indicati, dovessero deliberatamente decidere di ridurre la somministrazione di tamponi".  

SHAURLI: «UNA FOTOGRAFIA IMPIETOSA DELLA NOSTRA REGIONE» 

«Tra i dati in peggioramento e il rischio concreto di finire in zona rosso scuro, stanno diventando troppi i nodi al pettine per il Fvg. La narrazione che ci vuole come i migliori della classe fatta da Fedriga non aiuta affatto la situazione sanitaria, anzi contribuisce a regalarci un nuovo primato negativo». 

Lo afferma in una nota il consigliere regionale del Pd, Cristiano Shaurli, commentando la notizia secondo la quale il Fvg è tra le tre regioni che rischierebbero di entrare in zona rosso scuro e a essere sottoposte all'obbligo di test e quarantena per poter viaggiare nell'Ue, in ragione di un'incidenza di contagi, calcolata sui 14 giorni, superiore alle 500 unità su 100mila soggetti testati.
 
«I risultati delle mancate scelte nei mesi scorsi - conclude Shaurli - ci consegnano – una fotografia impietosa della nostra regione: i racconti non reggono più, manca personale sanitario per affrontare la pandemia, manca dialogo con medici, operatori, sindacati che chiedono risposte da mesi e gli ospedali sono al collasso».
 

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