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Il Carnevale internazionale di Trieste costretto ad attendere dalla pandemia

L’evento, con la grande sfilata sulle Rive, non si potrà svolgere in febbraio. L’assessore Rossi: «Pensiamo all’autunno» 

TRIESTE. Il Carnevale internazionale di Trieste dovrà attendere. Almeno un altro anno. Resta “sospeso”. La grande sfilata sulle Rive, dal Porto vecchio a Campo Marzio, non avrà luogo a febbraio. Non ci sarà il grande evento con cui l’amministrazione di Roberto Dipiazza avrebbe voluto chiudere in bellezza il terzo mandato. Erano già stati accantonati 50 mila euro degli introiti passati dell’imposta di soggiorno per avviare la manifestazione (la stessa cifra data alla Barcolana) e altri 50 mila erano stati prenotati.

A rovinare il gran finale, prima del voto amministrativo, è stato il Covid-19 che, con le sue varianti, non ha alcuna intenzione di abbandonare la scena nelle prossime settimane. Una vera maledizione. Già il Carnevale di Trieste dello scorso anno, in programma dal 16 al 26 febbraio 2020, era stato quasi interamente spazzato via dalla prima ondata del coronavirus lasciando nelle casse comunali 26.329 euro dei 46 mila stanziati a causa delle manifestazioni cancellate a partire dalla tradizionale sfilata in corso Italia, che si sarebbe dovuta svolgere il 25 febbraio (martedì grasso). «Il Carnevale internazionale non si farà in febbraio - spiega l’assessore alla Cultura Giorgio Rossi -. Stiamo comunque lavorando per portare avanti il progetto. In giro per il mondo ci sono carnevali estivi e pure autunnali. Bisogna riprogrammarlo».


L’assessore non demorde: «Prima o dopo lo faremo. Ho coinvolto Muggia, Monfalcone e alcune località friulane. Abbiamo contatti anche con chi organizza il Carnevale di Venezia. Dobbiamo riunire le forze. Il Carnevale di Trieste è importante. Lo è anche quello di Monfalcone e ancora di più quello di Muggia. Il Carnevale internazionale è un’idea da portare avanti: deve diventare una grande attrattiva. Tra l’altro c’è già un budget che abbiamo messo nella tassa di soggiorno. Abbiamo già pronti 100 mila euro anche se ne serviranno molti di più. È un evento nel quale credono molto anche gli albergatori». L’unico problema è il Covid. «Bisognerà capire quando farlo - così Rossi -. Sicuramente non lo facciamo per quattro gatti. Deve essere un grande evento che decolla negli anni successivi. Ci sono tutti i presupposti. Trieste non può avere un Carnevale di secondo livello e non può vivere solo di Barcolana. L’idea della sfilata sulle Rive da Porto vecchio a Campo Marzio è unica. Non ce l’ha nessuno. Forse nemmeno Viareggio».

E quest’anno? Sarà un martedì grasso (16 febbraio) decisamente magro. Con pochi e sparuti eventi. «Sto cercando di capire cosa si può fare. Opicina, per esempio, ha già fatto sapere che non farà nulla», spiega Rossi che non molla la presa. «Se si dovesse sbloccare la situazione pandemica tra marzo e aprile, si potrebbe fare d’autunno. Altrimenti lo rimandiamo alla primavera del 2022». Spetterà quindi alla nuova amministrazione tagliare il nastro del primo Carnevale internazionale di Trieste. «Sicuramente la giunta Dipiazza lo farà», assicura Rossi prenotando il quarto mandato per il sindaco. 


 

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