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Zanin: Oltre alla politica ho un lavoro frutto di anni di studi e master»

Parla il forzista con l’imponibile più alto di tutto il Palazzo: «Le indennità? Il punto è la qualità dell’impegno svolto»

TRIESTE. Presidente Zanin, il suo doppio stipendio l’ha fatta diventare il più ricco di Palazzo.

«La politica è un’attività pro tempore. Ci si arriva spesso da altri lavori».


Nel suo caso non sono mancate le polemiche. Le ha superate?

«Io sì. Quanto al ruolo di presidente del Consiglio, è stato confermato che non ci sono stati profili di incompatibilità all’epoca dell’incarico in Mtf. Il contenzioso con l’azienda si risolverà in Tribunale».

Anche per lei la politica è a tempo?

«Quando finirà, tornerò alla mia attività professionale. Dà ovviamente indipendenza sapere che c’è un lavoro che ti aspetta, frutto di una professionalità acquisita con un percorso di studi, la laurea, il master».

Trova legittime indennità che, pur tagliate in passato, rimangono molto alte?

«Il confronto va fatto con quanto si guadagna nel privato. Se penso che la Regione ha un bilancio di 6 miliardi di euro, i manager di una società che fattura simili importi hanno uno stipendio dieci volte più alto del nostro. Il problema non è l’indennità pubblica, ma la qualità del lavoro svolto».

Com’è stato lavorare in mezzo a una pandemia? «Ho visto impegno, disponibilità, serietà, presenza, contributi concreti. Un anno duro per tutti, per chi ha perso il lavoro in particolare. L’aula si è dimostrata all’altezza, trasversalmente, a partire dai provvedimenti a sostegno di imprese, famiglie, associazioni».

Non crede che sarebbe stato meglio rinunciare ai rimborsi per le trasferte durante il lockdown?

«C’è stata una raccolta fondi in Consiglio e la beneficenza singola di molti eletti. A parte quel periodo di pausa, le sedute in aula, tranne una, e la gran parte delle commissioni si sono svolte in presenza. Nessuno si è tirato indietro». 


 

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