Trieste, residenti e Unione istriani in coro: «Scala dei Giganti chiusa di notte»

Ancora allarme su decoro e sicurezza. L’idea di un cancello con chiavi a chi accede a casa dai gradini

TRIESTE Un cancello sistemato alla radice di Scala dei Giganti, con le chiavi nelle mani solo dell’amministrazione comunale e di chi da lì accede alla propria abitazione. È questa la proposta lanciata dall’Unione degli istriani e da molti residenti della zona per trovare soluzione al degrado della scalinata che da piazza Goldoni accompagna a San Giusto.

«Come Unione degli istriani siamo disposti a contribuire alla spesa per l’installazione – anticipa Massimiliano Lacota, il presidente dell’ente associativo che ha sede in via Silvio Pellico, a un passo dalla scalinata –. La situazione dell’area – continua – è ormai insostenibile e serve una soluzione radicale e definitiva, perché le guardie giurate non sono più sufficienti ad arginare il problema». Lacota sostiene non si possa «pretendere che la collettività paghi una presenza costante e assidua di queste figure all’infinito in un punto preciso della città, tenendo anche conto che non hanno gli strumenti delle forze di polizia: andavano bene per un periodo ma visto che la situazione sta diventando cronica servono soluzioni diverse».


Così nasce l’idea del cancello «che potrebbe venir chiuso a una certa ora – propone il presidente dell’Unione degli istriani – a tutela del decoro dell’area, ma soprattutto dell’incolumità dei nostri soci, che hanno il diritto di raggiungerci in sicurezza, e di chi per tornare al proprio domicilio deve accedere a quella scala». Già, perché non si tratta solo di decoro e di pulizia, ma pure di sicurezza. Su quella scalinata, infatti, oltre al caso dell’accoltellamento avvenuto nell’ottobre del 2019, di recente è accaduto un altro episodio che preoccupa molto chi abita e lavora in zona. Patrizia Spanghero, residente nonché presidente del comitato di quartiere formatosi poco più di un anno fa in difesa di quell’angolo di Trieste, è riuscita a salvarsi da una possibile aggressione chiudendosi velocemente alle spalle il portone del giardino di casa, poi danneggiato dall’inseguitore. Alla sua abitazione si accede da Scala dei Giganti. «Stavo uscendo di casa – racconta – e accanto all’ingresso ho trovato un ragazzo e una ragazza appartati. Li ho pregati con gentilezza di spostarsi e poi mi sono accorta che qualche scalino più giù c’era un gruppetto di loro amici che stavano consumando panini e bibite». La donna ha chiesto a quei ragazzi di non abbandonare sulla scalinata i resti delle loro merende, «e a quel punto – riferisce – uno di loro, con uno scatto, salendo gli scalini a tre alla volta mi è corso incontro. Ho avuto la prontezza di rientrare dal portone, chiudendolo, ma lui con calci e pugni ha iniziato a colpirlo, spaventando i bambini che stavano giocando in giardino e rompendolo: dobbiamo ancora farlo riparare».



La donna ha segnalato l’episodio al vicesindaco Paolo Polidori. Il momento attuale non aiuta. «Il venir meno di molte attività (causa pandemia, ndr) lascia più tempo libero a questi ragazzi – valuta Spanghero –, poi con la chiusura dei locali e la possibilità di consumare pasti solo per asporto, si sistemano un po’ ovunque: per lo stesso motivo abbiamo seri problemi di sporcizia anche in via delle Zudecche». Spanghero, oltre all’idea dell’Unione degli istriani di sistemare un cancello «come soluzione estrema a questa situazione», propone di piazzare ai due accessi alla scala dei cartelli ben visibili che ricordino come si tratti di un monumento e che sui gradini è vietato sedersi a mangiare, gettare rifiuti e così via. —


 

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