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Ecco tutti i redditi dei consiglieri regionali del Fvg: Zanin è l’eletto più ricco, Fedriga solo quarto

Il governatore Fedriga e, alle sue spalle, il presidente del Consiglio Zanin

Il presidente del Consiglio raggiunge quota 193 mila euro. Bolzonello secondo. Il governatore è il primo triestino in classifica. Ultima la leghista Spagnolo

TRIESTE. Piero Mauro Zanin, il presidente del Consiglio regionale, è il più ricco di Palazzo. Sergio Bolzonello, il candidato sconfitto alle regionali 2018, lo segue a distanza. Massimo Moretuzzo, il capogruppo degli autonomisti del Patto, è terzo davanti al governatore Massimiliano Fedriga, che rimane fuori dal podio. È la classifica dei redditi dei consiglieri del Friuli Venezia Giulia, spuntati con qualche settimana di ritardo rispetto ai tempi abituali nella sezione “trasparenza” del portale dell’assemblea di piazza Oberdan.

Chi prima chi dopo, come da dettato del decreto legislativo 33 del 2013, gli interessati hanno consegnato la documentazione agli uffici ed è dunque possibile ora “entrare” nelle situazioni patrimoniali e reddituali di tutti i 49 consiglieri. Le dichiarazioni sono quelle del 2020, ma l’anno di riferimento delle imposte è il 2019, il primo della legislatura in cui gli eletti non di professione, o comunque le matricole, a partire dai subentrati agli assessori dimissionari, vale a dire Edy Morandini di Progetto Fvg e i leghisti Antonio Lippolis, Alfonso Singh e Luca Boschetti, hanno beneficiato da gennaio a dicembre dell’indennità pubblica, un mensile lordo che viaggia, rimborsi inclusi, tra gli 8.800 e gli 11.300 euro.

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Il lungo elenco degli imponibili è aperto, quanto a importo, da Zanin, l’architetto forzista alla guida dell’aula che, con 193.722 euro, 47.271 in più dell’anno precedente, somma pure altre entrate. Nulla di segreto, anzi. Sul doppio lavoro del presidente del Consiglio regionale si è scatenata la polemica a inizio 2020, quando è emersa l’autoassunzione in Mtf, società pubblica che gestisce la raccolta rifiuti in comune di Lignano. Nel 2016 Zanin, da amministratore unico, assunse anche il ruolo di direttore generale, con relativo stipendio. Il caso, dopo il licenziamento deciso dal cda di Mtf, verrà giudicato dal Tribunale del lavoro.

A seguire Bolzonello, l’ex capogruppo dem che ha più volte affermato di essere all’ultimo giro in politica. Per il commercialista pordenonese ci sono 145.082 euro, oltre 15.622 in meno rispetto ai redditi 2019 e ben 36.375 in meno del 2018. Al terzo posto, con 131.371 euro, Moretuzzo. Il già sindaco di Mereto di Tomba nella pianura friulana è titolare dal 2009 dell’Edilmeccanica di Pavia di Udine, azienda attiva nel settore dei servizi per l’edilizia. Tra i sei consiglieri con oltre 100.000 euro di imponibile c’è anche il governatore Fedriga. Nella sua dichiarazione si legge 121.247, un incremento di oltre 8 mila euro su un 2018 in cui, prima di vincere le elezioni, l’attuale presidente della Regione era un deputato leghista.

Con 113.730 euro ecco poi Giuseppe Ghersinich, pure lui salviniano, una lunga esperienza alle spalle in polizia, e con 110.134 euro Walter Zalukar, subentrato a Piero Camber come primo dei non eletti azzurri, ma ben presto nel gruppo Misto a marcare la differenza con un partito di cui l’ex numero uno del Pronto soccorso triestino non condivide la linea sul fronte sanitario. Tra i redditi 2019 e quelli 2018, anno in cui il Consiglio si è insediato a maggio, c’è uno scarto complessivo di 800 mila euro (4,4 contro 3,6 milioni). La conferma di quanto i beneficiati siano più dei penalizzati.

Per Singh, per esempio, ci sono 49.131 euro in più, per Lippolis 45.715, per Stefano Mazzolini (Lega) 37.508, per Tiziano Centis (Cittadini) 37.789 e per Claudio Giacomelli (FdI) 35.774. A perderci sono non più di un consigliere su quattro, precisamente undici. Il segno “meno” più pesante è per l'avvocato leghista Maddalena Spagnolo (con 62.315 euro il suo è l’imponibile più basso sui redditi 2019, un calo di 21.480 dal 2018). Ma, accanto ai -15mila euro di Bolzonello, ci sono i -13.314 di Diego Moretti e i -9.776 di Franco Iacop, dem passati dalla maggioranza all’opposizione (Iacop era pure presidente del Consiglio nella legislatura Serracchiani), mentre i -9.853 euro di Simona Liguori (Cittadini) si spiegano con l’aspettativa dall’incarico di medico oncologo in ospedale a Udine.

Fin qui i redditi. Quanto invece ai patrimoni, tra investimenti vari e rari acquisti immobiliari, alcuni consiglieri hanno approfittato per cambiare l’auto. Giampaolo Bidoli (Patto) passa da una Fiat Punto del 2008 a una Jeep Renegade del 2017, Ghersinich da una Bmw 320 del 2013 a una Mercedes Glc del 2018, Morandini da una Dacia Duster del 2017 a una Volkswagen Tiguan del 2018, Singh da una Peugeot 308 del 2008 a una Audi Q5 del 2018. C’è poi chi non precisa la novità: Enzo Marsilio (Pd) vende un’auto del 2015 e ne compra una del 2017, Ussai (M5S) rottama un motociclo del 2000. Passione vintage, invece, per il leghista Stefano Turchet, che mette in garage una moto Guzzi del 1956. Tra le note, infine, l’errore materiale che aveva “nascosto” nella dichiarazione dell’anno scorso di Bidoli la presidenza del consiglio di amministrazione della srl Salamandre delle Dolomiti friulane.

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