San Giorgio dice addio al partigiano “Coriolano”, ultimo Diavolo rosso

Il gruppo dei Diavoli Rossi in una foto d'epoca

Renzo Polentarutti, 93 anni, fece parte del battaglione. Viveva a Londra doveva aveva lavorato alla Rolls Royce

SAN GIORGIO Se n’è andato a Londra, a 93 anni, il partigiano “Coriolano”, al secolo Renzo Polentarutti di San Giorgio di Nogaro, ultimo sopravvissuto dei mitici Diavoli Rossi di “Romano il Mancino”. Con Polentarutti finisce la testimonianza diretta della Resistenza al nazifascismo, rappresentata anche da un gruppo di patrioti della Bassa friulana, quei Diavoli Rossi che, liberando le carceri di Udine il 7 febbraio 1945, compirono una delle azioni (anche secondo Radio Londra) più audaci della guerra. A San Giorgio restano i racconti dell’ultimo partigiano della divisione “Osoppo”, Ermes Zaina, classe 1925. Con il nome di battaglia di “Coriolano” Polentarutti fu partigiano della Gap e nel primo dopoguerra gli fu impossibile trovare lavoro in Friuli.

A metà anni Cinquanta emigrò in Australia dove trovò occupazione nel taglio della canna da zucchero e dove incontrò Kitty, una ragazza inglese, che sposò e con la quale si trasferì a Londra. Polentarutti troverò lavoro alla Rolls Royce, azienda nella quale resterà fino alla pensione. Quattro anni fa veniva festeggiato (unico italiano a Londra) all’ambasciata italiana con una medaglia in occasione del 70° anniversario della Liberazione. Così disse alla consegna della medaglia: «Ringrazio l’Italia che non si è scordata di un 90enne friulano, ma intendo anche ricordare a tutti voi il sacrificio dei miei compagni partigiani caduti, feriti e deportati nei campi di sterminio. Le donne, che non vengono mai menzionate, si sono sacrificate come e meglio di noi nella lotta di Liberazione dalla dittatura, che speriamo non ritorni mai più. Viva la Repubblica e viva l’Italia”. In Inghilterra vive la figlia di Polenatrutti, Tania, che lavora nel settore della cinematografia.

A ricordare Polentarutti anche Giorgio Coianiz, memoria storica della lotta di liberazione di San Giorgio, già presidente Anpi. «Con “Coriolano” finisce una straordinaria scelta di vita, esempio per tutti noi. Ma le nuove generazioni sanno chi furono i partigiani? Erano giovani che non avevano niente e morivano per la Patria. Durante la lotta contro la dittatura fascista combattevano, usavano biciclette requisite, le poche armi prese al nemico, le scarpe rotte e i vestiti stracciati. Decimati, però alla fine hanno vinto spinti dagli ideali di libertà e democrazia e con l’aiuto delle forze alleate. Arrestati, furono torturati e massacrati. Questi giovani di allora ci hanno regalato con il loro sacrificio una Costituzione, uno statuto dei lavoratori, una sanità e una scuola pubblica». —


 

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