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Trieste, Casa Serena lancia la stanza degli abbracci

Pronta nelle residenze comunali per anziani la struttura sterile per gli incontri. A ruota entrerà in funzione anche all’Itis

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TRIESTE Sorride Anna all’idea di poter ritornare a stringere i suoi figli e gli amati nipotini grazie alla stanza degli abbracci che verranno create nelle residenze per anziani Casa Serena, Casa Bartoli e Gregoretti – tutte e tre gestite dal Comune – e all’Itis. La novità è stata presentata dal vicesindaco Paolo Polidori, dall’assessore al Sociale Carlo Grilli e dal presidente dell’Itis Aldo Pahor. Anna è una delle ospiti di Casa Serena e non vede di persona né tantomeno può toccare i suoi cari dall’inizio della seconda ondata del Covid: «Venivano ogni settimana – racconta emozionata – e ora finalmente potrò tornare ad abbracciarli. Gli operatori sono fantastici, ci vogliono bene e ci aiutano con tutto, anche se devono usare le protezioni tutto il giorno. Io però non vedo l’ora di vedere i miei due nipotini».

«Oggi le case di riposo comunali sono Covid free – spiega Grilli – e vogliamo mantenere questa situazione. La pandemia ha imposto un cambio radicale di tutti i servizi». Il vicesindaco si è invece emozionato: «Sono tre mesi che non vedo mia madre (ospite dell’Itis, ndr), per questo ho insisto molto con Grilli per creare le stanze degli abbracci. È un’iniziativa che sento con il cuore. Il futuro è incerto e quindi era importante riuscire a installarle quanto prima. L’Itis non è comunale ma fa parte della squadra e quindi abbiamo potuto dare un aiuto dal punto di vista economico».

Più che di stanze vere e proprie bisogna parlare di strutture in plastica e gonfiabili in grado di isolare l’anziano dall’ospite: si è scelto questo sistema per non dover fare interventi edili che avrebbero richiesto tempi decisamente più lunghi.

Il costo è contenuto. Complessivamente la spesa non ha superato i 10 mila euro.Il problema è invece la gestione, con l’igienizzazione dovuta al termine di ogni incontro. «Uno sforzo importante», aggiunge Pahor: «E per farne capire la complessità, questa estate gli incontri erano all’aria aperta con un pannello divisore, ma servivano 40 minuti poi per mettere in sicurezza l’area».

Per il Centro dell’anziano di via Marchesetti (che riunisce Casa Serena e Casa Bartoli) e alla Gregoretti manca solo il via libera del Dipartimento Asugi che, precisa la direttrice Ariella Raunikar, è atteso per la prossima settimana. Tempi un po’ più lunghi per l’Itis. Mediamente si terranno quattro incontri da circa 20- 30 minuti alla mattina e altrettanti al pomeriggio. All’Itis ci sono 330 ospiti mentre sono 140 quelli delle due strutture di via Marchesetti e 70 della Gregoretti. A livello di personale, ai 40 comunali si aggiungono i 240 addetti delle tre cooperative: Aura Domus per la parte sanitaria, Colser servizi pulizia e manutenzione e Vivenda per la ristorazione.

Sul fronte dei vaccini, le prime inoculazioni sono slittate alla prossima settimana a causa dei ritardi nelle consegne di Pfizer. Altissima l’adesione tra gli anziani e tra gli operatori.—


 

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