Parco del mare: un altro passo avanti Al via la valutazione del piano Icop-Costa

Pronta la società che avvierà l’iter di analisi dei documenti tecnici, poi il lancio della gara 

Il progetto



Si fa più vicina la gara europea per la realizzazione del Parco del Mare. In questi giorni la Camera di commercio ha trasformato Trieste Navigando, la partecipata che detiene la concessione sull’area, in Venezia Giulia Sviluppo Plus, la società incaricata di realizzare l’opera. Il primo compito della neonata Srl sarà affidare a una commissione di esperti l’analisi della proposta presentata in autunno dalla cordata Icop Spa, Costa Endutainment Spa e Iccrea BancaImpresa. Ottenuto il via libera della commissione, la società potrà lanciare il bando.

Nel novembre scorso la Camera di commercio ha acquisito Trieste Navigando da Invitalia, rilevando con essa la concessione: un’operazione che alla Cciaa costerà in tutto un milione di euro, da pagarsi in quindici anni, senza interessi, a partire dal 2025. Quel contenitore societario, ormai di poco interesse agli occhi di Invitalia, è diventato nelle mani della Camera lo strumento con cui fare tutto il lavoro propedeutico alla costruzione dell’acquario che il presidente camerale Antonio Paoletti lotta per realizzare dal lontano 2004.

All’articolo 3 dello statuto si legge infatti che «la società ha per scopo e sua finalità la realizzazione del progetto del Parco del Mare di Trieste come da provvedimento assunto dal Ministro dello Sviluppo Economico con Decreto di data 23 gennaio 2020». Dopo 17 anni di cambi di location lo statuto blinda il sito: l’opera, infatti, «è prevista nel comprensorio demaniale marittimo di Trieste denominato Porto Lido di cui alla concessione quarantennale rilasciata alla società da parte dell’Autorità portuale».

La società ha inoltre tra i propri fini statutari anche «la promozione, programmazione, realizzazione ed eventuale gestione di strutture ed infrastrutture di interesse economico generale» legate alla “blue economy”. Tra queste «acquari, approdi turistici e marine e stabilimenti balneari, parcheggi di pertinenza e strutture annesse». Tra le missioni della Srl c’è anche «svolgere attività di promozione per l’implementazione di flussi turistici verso la Venezia Giulia».

Per lo svolgimento delle sue funzioni, precisa la Cciaa, Venezia Giulia Sviluppo Plus si avvarrà del personale camerale e delle aziende speciali e in house esistenti.

Il primo compito, dicevamo, sarà avviare l’iter di valutazione della proposta avanzata nell’autunno scorso (dopo due anni di lavoro) dalla cordata composta da Icop Spa, Costa Endutainment Spa e Iccrea BancaImpresa.

Icop, la società friulana che ha realizzato la Piattaforma logistica, mette in campo le sue competenze edilizie mentre Costa, gestore dell’Acquario di Genova, si candida a prendere in mano le redini del Parco. A Iccrea spetta il ruolo di forte investitore privato in un project financing da una quarantina di milioni in tutto (otto già accantonati dalla Cciaa, altri otto in arrivo dalla Regione).

Ora Venezia Giulia Sviluppo Plus dovrà provvedere alla nomina della commissione di esperti che deve analizzare la proposta progettuale dal punto di vista della sostenibilità urbanistica, ambientale e finanziaria. Starà a loro sancire l’eventuale appropriatezza del progetto, oppure chiedere ulteriori approfondimenti.

Quando anche questo passaggio fondamentale si sarà concluso, spetterà a Venezia Giulia Sviluppo Plus avviare l’iter per la predisposizione del bando europeo di evidenza pubblica per la presentazione di progetti per la realizzazione del Parco del Mare di Trieste. Al momento, l’unica proposta sul piatto è quella Icop-Costa-Iccrea, ma non è da escludere l’arrivo di ulteriori candidati. —

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