A Gorizia l’ultimo saluto a Giorgio Camauli, cantante e musicista

Giorgio Camauli

Collezionista di vinili, era abile chitarrista, e con i gruppi degli “Angeli biondi” e de “Gli Otis” si esibiva anche nella veste di cantante

TRIESTE È stato tecnico preparato e stimato professionista, ma anche musicista e cantante virtuoso, collaboratore prezioso e persino ristoratore. Ad ogni modo, una presenza preziosa e contagiosa, sempre.

Ecco perché oggi Gorizia, e in particolare la comunità di San Rocco alla quale lo univa un legame speciale, piange la morte di Giorgio Camauli, spentosi nella sua casa di Straccis attorniato dal calore dei suoi cari (la moglie Maria, i figli Sergio, Gioia e Giulia e ben sette nipoti) e al termine di una lunga battaglia con la malattia.


Aveva 69 anni, ma il dato anagrafico per Camauli era sempre stato relativo, tanto giovane era il suo spirito. Di professione aveva fatto l’elettricista, prima presso la ditta Adani Caldaie, poi per la cooperativa Ite, nel campo della telefonia, ma sul tramonto degli anni Ottanta Gorizia lo aveva visto anche, per un breve periodo, gestore della nota trattoria “Ai tre amici”.

Camauli però si era fatto conoscere e apprezzare anche e soprattutto per le sue tante passioni, su tutte la musica. Collezionista di vinili, era abile chitarrista, e con i gruppi degli “Angeli biondi” e de “Gli Otis” si esibiva pure nella veste di cantante. Partecipò, nel 1969, anche alla manifestazione “Italia Beat”. Aveva «mani d’oro», lo ricorda chi l’ha conosciuto, pensando al fatto che qualsiasi cosa ci fosse da sistemare, migliorare, aggiustare, montare o smontare, Camauli era insuperabile. Aveva montato pure la lunga asta bianca e rossa che spicca sul campo di volo per aeromodelli di Villesse, casa del Gruppo Aeromodellisti Gradiscano, sulla quale ora sventola in suo ricordo una bandiera a lutto. Viste le sue competenze, poi, Camauli svolgeva anche il ruolo di tecnico del suono durante rappresentazioni teatrali o manifestazioni, come ad esempio quelle curate dall’associazione “Nuovo Lavoro”.

Creava suoni e immagini, magari per le scene dei gruppi teatrali “Attori per caso’” e “Viandanti del mondo”, allietava le iniziative natalizie per gli anziani delle case di riposo cittadine, ma anche compleanni, nozze, anniversari. Il tutto con quel sorriso contagioso sulle labbra, le sue battute, la sua chitarra e l’immancabile codino in cui legava i capelli.

Sempre, poi, Giorgio Camauli si prodigava quando si trattava di dare il suo contributo alle attività della parrocchia di San Rocco, e non a caso nelle ultime celebrazioni anche monsignor Ruggero Dipiazza ha voluto spendere parole commosse e colme di gratitudine per lui. Proprio a San Rocco, questa mattina, si svolgeranno i funerali, dopo la partenza del corteo funebre dalla cappella del cimitero fissata alle 10. 30. —

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