Arvedi conferma i tempi sulla nuova area a freddo: zero esuberi dopo la Cig

La Ferriera di Servola

Le risposte del gruppo all’incontro al Mise reclamato dai sindacati per rompere il silenzio calato dopo l’Accordo di programma. Gli impianti forniti da Danieli

TRIESTE La conferma del rispetto dei tempi con il completamento dell’area a freddo entro 18 mesi. E tavoli di confronto frequenti. Sono i segnali venuti da Arvedi ieri al ministero dello Sviluppo economico, dove si è tenuto l’incontro richiesto dai sindacati della Ferriera di Servola per fare il punto della situazione dopo la firma dell’Accordo di programma dello scorso giugno. I vertici del gruppo Arvedi hanno confermato infatti il rispetto delle tempistiche per la creazione degli impianti di zincatura e verniciatura che, e questo è l’elemento di novità, arriveranno dal Friuli perché saranno forniti dal gruppo Danieli di Buttrio.

Secondo i nuovi dati, inoltre, non sarebbero previsti esuberi. Uilm, Fiom Cgil, Failms, Fim Cisl e Usb avevano chiesto l’incontro a novembre direttamente al ministro Stefano Patuanelli dopo «l’assoluto silenzio» dalla firma dell’Accordo di programma. Ieri il grande assente era proprio Patuanelli – al Senato, in cui è stato eletto, si votava per la fiducia al premier Giuseppe Conte – e dalla Regione, al tavolo con gli assessori al Lavoro Alessia Rosolen e all’Ambiente Fabio Scoccimarro, è trapelato un certo stupore per l’assenza del ministro e pure per quella del sottosegretario Alessandra Todde, atteso come un segnale capace di dare più concretezza all’incontro. Per il Mise era presente Stefano D’Addona, della segreteria di Todda. All’incontro ha preso parte anche Debora Serracchiani in qualità di presidente della Commissione Lavoro della Camera.

L’amministratore delegato di Arvedi Mario Caldonazzo, secondo quanto riferito dai sindacati, ha confermato il rispetto dei tempi: Invitalia – presente ieri – darà il via libera intorno al 25 gennaio allo sblocco dei 45 milioni a fondo perduto, a quel punto verrà confermato l’ordine per gli impianti di verniciatura e zincatura al gruppo Danieli, che in 18 mesi li renderà operativi. Attualmente sono 412 i lavoratori del gruppo e al termine dei due anni di Cassa integrazione non sono previsti esuberi. A febbraio – è emerso sempre all’incontro – partirà anche un nuovo corso di formazione per un numero di operai tra le 30 e le 50 unità, in aggiunti ad altri 50 che hano già iniziato a novembre. Entro ottobre 2021 è prevista l’entrata in funzione della centrale elettrica dopo la sostituzione della turbina che funzionerà a metano e non con gli scarichi del ciclo siderurgico. Caldonazzo ha confermato quindi la volontà di incontrare i sindacati appena ci sarà il via libera al finanziamento mentre il Mise attiverà un tavolo mensile di confronto e monitoraggio.

«L’incontro – conferma Marco Relli della Fiom – è servito per avere delle certezze. Ricordo che è stata chiusa l’area a caldo per una questione politica e non economica o ambientale. Per noi è fondamentale tenere alta l’attenzione anche sui lavoratori dell’indotto». Un tema caro anche Cristian Prella della Failms: «Sull’indotto manca un coordinamento e vogliamo che quei lavoratori siano inseriti nel confronto con il Mise». Antonio Rodà della Uilm aggiunge che «finalmente vediamo un percorso. Prima di esprimere un giudizio di soddisfazione, però, attendiamo l’incontro con la proprietà per avere gli approfondimento del caso. Spiace per l’assenza, oggi, di Patuanelli».

La preoccupazione dei sindacati è legata alla durata della Cassa integrazione. Nell’accordo è previsto un periodo di due anni, allungabili a tre: «Un’ipotesi da evitare a tutti i costi – aggiunge Umberto Salvaneschi della Fim – e per questo è indispensabile recuperare il tempo perso in questi mesi. Abbiamo impegni verbali, ora attendiamo atti concreti». Sasha Colautti, dell’Usb, ha chiesto dettagli «sugli impegni assunti da Fincantieri per quanto riguarda i tempi determinati, ma non sono arrivati. L’elemento che preoccupa maggiormente è l’assenza di una regia forte del governo. Ci saremmo aspettati una relazione dal ministro vista la complessità degli incastri dell’intero Accordo di programma». Infine Michele Piga, segretario provinciale della Cgil, ha evidenziato «la necessità di allargare il tavolo permanente sulla Ferriera, annunciato dal Mise, ai possibili investimenti del nuovo manifatturiero che potrebbero arrivare a Trieste anche in relazione al Recovery Plan».—

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