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Richiami per 257 sanitari in Fvg. Ma ora scatta lo stop alle nuove vaccinazioni. Riccardi: "Consegne in ritardo di un giorno"

Non si sbloccano la trattativa con Pfizer e il dialogo con Roma: confermati i tagli delle dosi assegnate al Fvg. Riccardi: «Ci sono gli estremi per un contenzioso». La consegna delle dosi odierne è stata posticipata a domani

TRIESTE A 21 giorni di distanza dal Vax Day organizzato il 27 dicembre a Palmanova, sono cominciati ieri i richiami del vaccino anti Covid. È la buona notizia di una settimana che parte con la Regione costretta a bloccare le somministrazioni della prima dose e le prenotazioni da parte di operatori sanitari e ospiti delle case di riposo. È la risposta alla decisione unilaterale con cui Pfizer ha ridotto i contingenti di fiale destinate all’Unione europea e all’Italia. 

Decisione alla quale ha fatto seguito anche un ritardo nelle consegne odierne. A denunciarlo sui soaicl è stato lo stesso assessore regionale Riccardi: "Abbiamo avuto comunicazione da parte di Pfizer che le nostre già ridotte consegne del vaccino previste per oggi (19 gennaio, ndr), sono riprogrammate alla giornata di domani, 20 gennaio. I flussi di consegna sono determinanti per l’andamento delle campagna vaccinale. È difficile lavorare con queste incertezze".

🔴Abbiamo avuto comunicazione da parte di Pfizer che le nostre già ridotte consegne del #vaccino previste per oggi, sono...

Pubblicato da Riccardo Riccardi su Martedì 19 gennaio 2021

Il Friuli Venezia Giulia si è visto dimezzare le consegne previste, risultando la seconda regione più penalizzata in Italia. Il -54% corrisponde a 7.020 dosi consegnate questa settimana invece delle 15.210 previste: domenica la giunta Fedriga ha fermato le nuove inoculazioni a partire da oggi, per garantire la seconda puntura a chi ha già fatto la prima. Pfizer assicura che la riduzione delle spedizioni non si ripeterà, che tutto riprenderà regolarmente dal 25 gennaio e che presto la produzione aumenterà. In mancanza di un impegno formale, tuttavia, la Regione si concentrerà solo sui richiami per non mettere a rischio chi ha cominciato la profilassi. Intanto Veneto, Emilia Romagna e Toscana si sono fermati con le stesse modalità del Fvg.



Sono circa 32 mila le persone vaccinate fino a ieri sera e in attesa della seconda somministrazione. I richiami sono cominciati ieri con i 256 operatori della sanità vaccinati il 27 dicembre nella sede della Protezione civile di Palmanova. Stavolta però la seconda dose verrà effettuata nelle strutture sanitarie di riferimento in base alla residenza o direttamente nelle residenze per anziani.

L’assessore alla Salute Riccardo Riccardi attende di capire cosa succederà: «La trattativa con Pfizer non la fanno le Regioni – dice – ma c’è un contratto nazionale. È inaccettabile che Pfizer possa violare i contratti e decidere inoltre se dare di più o di meno a questo o quel territorio». Secondo il vicepresidente, «si stanno determinando le condizioni per aprire un contenzioso e credo che qualcuno stia cominciando a considerarlo», aggiunge con probabile riferimento al commissario Domenico Arcuri.



Ma più delle carte bollate, ora interessa capire se le vaccinazioni potranno ripartire. Le incognite sono due: l’effettiva conferma dell’impegno a riprendere gli invii dalla prossima settimana e l’entità delle forniture da febbraio. Sulla base di queste informazioni sarà possibile calcolare i tempi per concludere la vaccinazione di sanitari e anziani delle case di riposo, che avrebbe dovuto essere cosa fatta entro gennaio, ma che si protrarrà a causa del posticipo a nuova data delle 3 mila prenotazioni già fissate e della necessità di raccogliere poi le ultime adesioni. Da ciò dipende l’inizio della seconda fase, in cui è prevista la vaccinazione di over 80 e disabili: si tratta di circa 150 mila persone in tutto il Fvg, cui aggiungere chi ha età inferiore ma patologie rilevanti. «Ci stiamo già mettendo la testa», assicura Riccardi.

Il vicegovernatore non può però dare certezze: «Tutto dipenderà dalle dosi che ci saranno messe a disposizione e dai flussi con cui verranno consegnate. Sono numeri che non conosciamo e che sono legati a operazioni non semplici di scongelamento e organizzazioni dell’agenda vaccinale. Se la prossima settimana arrivano 10 mila dosi, è un film. Ed è un altro film se ne arrivano altre 10 mila e anche quanto non è arrivato stavolta. Con le 10.530 dosi promesse per il 25 gennaio, siamo comunque in grado di garantire la seconda dose a tutti quelli che hanno fatto la prima, perché abbiamo accantonato una quota dei vaccini proprio per questa eventualità. Ma il punto è che dovranno dirci cosa succederà dopo». —


 

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