Rosato assicura: «Il governo non salterà. E i fondi per Trieste sono al sicuro»

Il deputato triestino, coordinatore nazionale di Italia viva, vive ore intensissime da “pontiere” tra contiani e renziani. «Se il premier vuole risolvere questa crisi, gli bastano due ore. Se invece pensa di aver fatto tutto bene, avanti così» 

TRIESTE Ci vuole un bel po’ prima di trovare il telefono libero nella domenica in cui si va consumando il braccio di ferro in vista della partita finale. Ettore Rosato, da (politicamente) vecchio ex democristiano avvezzo a sfruttare al meglio ogni minimo spiraglio di trattativa, sta trascorrendo l’ennesima giornata da pontiere. Consapevole che fino a domani non ci sarà composizione della quadra, ma convinto che «il governo non salterà». E che in ogni caso - altro che l’avviso ai naviganti lanciato ieri da Stefano Patuanelli - i soldi per Trieste non sono in discussione.



Ribadisce, il coordinatore di Italia Viva, che i renziani oggi e domani in Aula si asterranno. E allora, il problema non è un esecutivo che secondo il pallottoliere di Rosato potrebbe arrivare in Senato a 158 voti, se si sfilasse ancora qualche senatore di Iv (i renziani non ci mettono la mano sul fuoco) o se qualche azzurro arrivasse in soccorso. Il problema è un governo che di lì in poi galleggerebbe senza quella chiarezza che Iv continua a chiedere. Assieme a una serie di «punti programmatici» indispensabili - insiste il triestino vicepresidente della Camera - per far sì «che tra qualche anno non ci venga data la responsabilità di avere perduto l’occasione di risollevare l’Italia». E pazienza se da dem e grillini arrivano segnali a intermittenza. La mano resta tesa: «Siamo disponibili a verificare le condizioni per ricostruire la maggioranza».

In che modo? «Se Conte pensa di aver fatto tutto bene, andasse avanti. Se pensa che ci siano anche sue responsabilità che è pronto a mettere sul tavolo in una riunione con le forze politiche, la crisi si risolve in due ore. Ragionando sui punti programmatici che più volte abbiamo messo sul tavolo. Senza mai ricevere risposta...» Risposta che i renziani sperano ancora arrivi, puntando sulle persone «ragionevoli» sia fra i grillini che tra i dem. Con le quali - ma lui su questo non dice una parola - anche ieri Rosato ha avuto contatti continui. Perché il tema «non è se c’è il governo, ma se il governo è capace di scrivere» e attuare quel testo del Recovery Fund da cui la crisi è partita. Testo e metodo su cui - Rosato lo fa notare da tempo - lo stesso Pd ha avuto molto da ridire, pur preferendo mandare avanti i renziani.

Eppure, proprio ieri Stefano Patuanelli ha avvertito: attenzione che con il governo sono in bilico i soldi del Recovery e l’intero “pacchetto Trieste”. «Mi meraviglio delle parole di Patuanelli, che è persona seria. Noi - commenta il deputato negando contatti con il ministro - abbiamo garantito al governo di votare tutti i provvedimenti legati al Recovery, ai ristori a famiglie e imprese, allo scostamento di bilancio. Ci siamo tirati fuori dal Consiglio dei ministri fino quando non c’è un chiarimento politico - ne siamo usciti per responsabilità, perché un numero maggiore di poltrone ce lo avevano offerto - ma quei soldi non saltano in nessun modo. Patuanelli si dovrebbe preoccupare che ci sia un governo in grado di spenderli: non basta scrivere che ci sono, per Trieste o per le Ferrovie». Un esempio? «A mesi dall’ok al decreto manca ancora la nomina del commissario per i cantieri, per Trieste sono in ballo 1,8 miliardi per la velocizzazione della Trieste-Venezia. Tutto fermo per l’immobilismo di questo esecutivo». E «chi oggi si assume la responsabilità di dire che va tutto bene, a maggio - quando rischia di esplodere la rivoluzione nel Paese - dovrà saperne rispondere. C’è un’emergenza nazionale». Sono stati fatti errori, riconosce Rosato, «anche da parte nostra: abbiamo speso oltre 100 miliardi per contrastare la crisi, ma la cassa integrazione è arrivata a tutti con la rapidità che serviva? Io da sostenitore di questa maggioranza mi pongo il problema se abbiamo fatto tutto bene, e so che non è così».

Ma infine: «Se c’è una maggioranza senza di noi la rispettiamo, altrimenti dovranno cercare di costruire una maggioranza parlamentare che non si può reggere sulla nostra responsabile astensione», dice Rosato.. Che a ogni buon conto precisa: «Non abbiamo mai posto alcun veto su Conte». E «sono certo che da questa crisi usciremo rafforzati con una maggioranza più solida e un programma di legislatura che non affronti l’emergenza con un Dpcm alla settimana e un Decreto ristori ogni 15 giorni».

Intanto, a chiedergli cosa risponde a Patuanelli che ha parlato di «giudizio negativo su Renzi ma non su Iv», Rosato replica conciliante: «Se andiamo sui contenuti non c’è più un problema di personalismi». E a domandargli se non si penta mai d’aver lasciato il Pd per l’avventura renziana, «sarei falso se dicessi che non mi è dispiaciuto che il progetto di un Pd a vocazione maggioritaria si sia bloccato, cosa che del resto si capisce quando li vedo twittare quell’hashtag “iostoconconte”», butta lì. In vista di domani, allora, a chi fare gli auguri? La risposta da politico scafato non si fa attendere: «All’Italia». —


 

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