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Dal caffè all’aperitivo tavolini dei locali pieni alla vigilia della stretta a Trieste

Centro invaso nelle ultime ore in zona gialla. Da domenica 17 gennaio almeno due settimane di restrizioni più severe. E intanto inizia lo smontaggio di luci e decori di Natale

TRIESTE. Il caffè con gli amici, il pranzo in compagnia e soprattutto tanti, tantissimi aperitivi nei locali del centro, presi d’assalto soprattutto nel tardo pomeriggio. Tavoli tutti pieni in via Torino, ma anche in molti bar di piazza della Borsa e Cavana, impossibile trovare un parcheggio e traffico a tratti bloccato tra le vie Cadorna e Diaz. Tra un drink e l’altro così i triestini hanno vissuto oggi, sabato 16 gennaio, la libertà garantita dalla zona gialla, prima del rientro, lungo, in quella arancione.



Bar affollati fin dal mattino, tra colazioni e caffè. Particolarmente gettonati i posti all’aperto, al sole, come lungo tutto il canale di Ponterosso. Tazzine che hanno poi lasciato il posto a spritz, tavolta fino al primo pomeriggio. Affluenza diminuita a pranzo, ristoranti con qualche prenotazione ma senza numeri elevati. Ma è dopo il tramonto che i triestini si sono scatenati. Già dalle 17 difficile trovare un tavolo libero in piazza della Borsa. «Alla Portizza e all’Urbanis sono occupati già da mezzora – racconta un gruppo di ragazze –, proveremo a spostarci un po’, non ci aspettavamo tutta questa gente». Stesso scenario anche al Caffè degli Specchi, con il pienone all’esterno.

Difficile camminare tra le viuzze di Cavana, in particolare tra Al Ciketo e la Piccola Vineria. Pochi i posti liberi anche nelle sedute di via Torino, dove tutti i locali, dentro e fuori, hanno accolto i clienti senza sosta, tanto che già dal pomeriggio nelle strade vicine, come in via Diaz e Cadorna, si sono formate code di veicoli, con traffico rallentato, per la caccia al parcheggio, diventato selvaggio sulle Rive. «Un giorno da libera tutti – commenta Walter Gustin, proprietario del Draw e di altri locali del centro – e poi di nuovo chiusi, una tipica follia all’italiana. Il virus per un giorno si è fermato?».

Molte critiche anche sui social, soprattutto alle foto con brindisi e tavolate piene. E intanto molti locali pensano al ritorno, da questa domenica, alla zona arancione. «Si prospettano almeno altre due settimane di chiusura, e noi siamo già con l’acqua alla gola – spiega Bruno Vesnaver, presidente della Fipe regionale –. Gli esercenti non sanno più come fare con gli affitti, con i fornitori, a pagare le tasse e per far restare viva la società si stanno sobbarcando debiti. Penso anche ai tanti dipendenti, con la paga ridotta al lumicino dalla cassa integrazione e che non sanno come mantenere le loro famiglie».

«È un’altra mazzata – sottolinea Federica Suban, della Fipe di Trieste – preannunciata, visto l’andamento dell’epidemia, ma che per molti rappresenterà il colpo di grazia. Non faccio altro che ricevere telefonate da colleghi disperati, che non hanno nulla da parte e non sanno come vivere. È impensabile si vada avanti così fino a fine primavera».

E intanto è iniziata la rimozione delle decorazioni natalizie dal centro città. Sono state tolte le palline rosse dagli abeti di piazza della Borsa e di piazza Verdi, mentre tra domenica 17 e lunedì 18 gennaio si continuerà con la rimozione degli altri addobbi e anche degli alberi, prima di passare alle maxi basi di cemento. Eliminati ieri anche le luci e gli ornamenti dell’abete più alto, accanto alla galleria Protti.

Sarà il turno poi, poco alla volta, delle luminarie, compresa la grande cometa tra i pili di piazza Unità, e del presepe, oltre all’impianto che diffonde le canzoncine a tema, ormai spento, che però verrà presto sostituito da un altro, installato tra qualche mese. «Tra piazza Unità e piazza Verdi verrà realizzato un sistema – ha ricordato l’assessore comunale con delega alla Cultura Giorgio Rossi – attraverso il quale pensiamo di dare risalto ad alcuni eventi, penso ad esempio ai concerti del teatro Verdi». 


 

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