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Molo Settimo, a Trieste il Covid non intacca i traffici ma frena i piani di Tmt

Un’immagine “rapita” dentro il Molo Settimo, che dà la sensazione delle dimensioni

Lievissima (-0,11%) la contrazione dei Teu, continua la trattativa per il rinvio dell’allungamento della banchina. il coronavirus incide sulla programmazione del futuro del terminal

TRIESTE Il Molo VII tiene nonostante la pandemia. Il coronavirus non intacca i traffici container registrati nel 2020 dal porto di Trieste, ma incide sulla programmazione del futuro del terminal: la concessionaria Trieste Marine Terminal (costituita al 50% da Msc e To Delta) continua a trattare con l’Autorità portuale il rinvio dell’allungamento della banchina, il cui inizio slitterà di alcuni anni, nonostante fosse stato previsto per il novembre 2020.

Cambiano parzialmente i piani, ma Tmt - presieduta da Fabrizio Zerbini - supera l’anno impossibile del Covid con volumi praticamente invariati rispetto al 2019, quando il Molo VII ha confermato per il terzo esercizio di seguito la crescita della movimentazione di container. I numeri dicono che nel 2020 la banchina ha visto transitare 687.921 Teu, contro i 688.647 dell’anno precedente. La differenza è di un esiguo -0,11%, che sale al 2,29% se al posto di un’unità di misura come i Teu si considera il numero di contenitori, pari a 427.504.



I traffici sono di fatto rimasti identici: la pandemia non ha azzoppato le attività del Settimo e dunque del porto di Trieste, posto che Tmt è l’unica qui deputata al carico e scarico dei container almeno fino alla partenza della Piattaforma logistica. È una buona notizia, visto che il coronavirus ha inciso con impeto sulle catene logistiche mondiali e colpito duro in molti scali. In Tmt si sottolinea che «è mancata la crescita a doppia cifra che aveva caratterizzato gli ultimi anni. Tmt è riuscita, comunque, a mantenere elevato il livello del traffico continuando a garantire il servizio ai clienti, sia per le attività portuali che logistiche e dei collegamenti intermodali». Il 2021 si apre tuttavia all’insegna delle previsioni impossibili: «Sul futuro, a breve e medio termine, non vi sono ancora certezze in quanto la pandemia è ancora incombente e continua a condizionare, fortemente, la ripresa economica, i consumi e i traffici internazionali. Il vaccino deve essere l’arma vincente e da questo può derivare un “rimbalzo” positivo e di crescita importante per l’economia mondiale e i traffici a essa collegati».



Sia quel che sia, il futuro prossimo dice che Tmt rivedrà i propri programmi di espansione. L’accordo di concessione stipulato nel 2015 con l’Autorità portuale prevedeva l’avvio dell’allungamento del molo entro novembre, con l’obiettivo di proiettare in avanti il Settimo di altri 200 metri grazie a opere per 80 milioni. La compagnia ha tuttavia rinviato l’impegno e questo ha imposto l’inizio di una trattativa con l’Autorità portuale per ridiscutere i termini dell’intesa ed evitare la pur improbabile revoca della concessione. Da quanto trapela, i lavori saranno posticipati di alcuni anni, a causa delle incertezze nel campo della logistica dovute al coronavirus. L’Autorithy pare disposta ad accettare il compromesso, ma ridurrà di dieci anni la durata della concessione, portandola dal 2075 al 2065.

La richiesta a Tmt è di anticipare gli investimenti su altri fronti. La società si è impegnata ad acquistare le prime quattro nuove gru (due sono già state comprate e per altre due c’è un’opzione di acquisto) da 10 milioni di euro ciascuna. Altri 8 milioni serviranno a realizzare nuove travi di sostegno per reggere le gru, più grandi e pesanti delle attuali, ma in grado di lavorare su navi aventi capacità di 24 file di container in larghezza e 9 in altezza.


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