Contenuto riservato agli abbonati

Ecco cosa prevede l'accordo che il Porto di Trieste ha sottoscritto con l'Interporto di Pordenone

Dallo scalo giuliano ogni giorno partirà un convoglio di container con materie e componenti per la manifattura di Friuli e Veneto orientale

TRIESTE Il Friuli Venezia Giulia compie un altro passo avanti verso la realizzazione di una piattaforma logistica regionale, costruita a partire dal porto di Trieste. Fra qualche settimana un treno merci collegherà quotidianamente lo scalo all’Interporto di Pordenone, andando a rafforzare quel retroporto diffuso costituito dai terminal di terra di Fernetti e Bagnoli a Trieste, Cervignano del Friuli e ora appunto Pordenone. La navetta per container trasporterà materie prime e componentistica a vantaggio della manifattura della Destra Tagliamento e del Veneto orientale, grazie a un protocollo siglato ieri da Autorità portuale, Confindustria Alto Adriatico e Interporto di Pordenone.



Si tratta del primo collegamento ferroviario realizzato fra il porto di Trieste e Pordenone: la distanza di 120 chilometri viene normalmente coperta su gomma, ma l’accordo vuole lanciare anche un messaggio simbolico sulla volontà di integrare sempre più i pezzi della logistica Fvg. Lo shuttle merci partirà a febbraio, con un flusso giornaliero di circa 70 container fra andata e ritorno. Per il momento i treni viaggeranno verso Pordenone carichi dei materiali necessari per l’industria locale e torneranno per lo più vuoti a Trieste, posto che l’export dei prodotti finiti non si rivolge al Far East ma all’ambito nazionale ed europeo. Gli operatori ferroviari coinvolti saranno tutti regionali: Adriafer, Alpe Adria, Inrail e Ferrovie Udine Cividale.



L’entità dei volumi è circoscritta, ma che il momento abbia una forte portata simbolica lo spiega Michelangelo Agrusti, presidente degli industriali di Trieste, Gorizia e Pordenone: «Con l’attuazione di volontà e strategie immaginate nel tempo, cogliamo uno dei frutti della creazione di Confindustria Alto Adriatico, che sarebbe nulla se si riducesse a un fatto burocratico». Per Agrusti, il recente arrivo di Amburgo e i risultati centrati in questi anni dall’Autorità portuale rappresentano un «elemento di internazionalizzazione e creano le premesse affinché il porto di Trieste diventi sempre più concorrenziale rispetto ai competitor del Nord Europa. Noi facciamo la nostra piccola parte in un quadro di integrazione delle realtà logistiche regionali». Il presidente di Confindustria non pensa solo all’ambito regionale, ma spiega che l’operazione «riguarda l’intero Nordest, in particolare l’area trevigiana, che potrà trovare nella nostra portualità e nella nostra infrastruttura soddisfazione importante ai propri bisogni logistici».

Il presidente dell’Autorità portuale Zeno D’Agostino sottolinea che «l’incremento di soggetti nella rete portuale di Trieste fa crescere il valore dei soggetti e della rete: è un concetto fondamentale della logistica dei trasporti. In questi anni ci siamo impegnati per permettere ai flussi di merci di creare economie di scala per lo sviluppo di servizi che devono però diventare valore per le realtà esistenti sul territorio. Senza quei flussi non saremmo in grado di comporre treni verso l’Europa: essi ci consentono al contrario di creare servizi e realtà intermodali che mettiamo a disposizione del contesto produttivo».

L’obiettivo per l’esordio è quello di 30-35 container al giorno, ma «ora comincerà un lavoro di promozione di Confindustria e Autorità portuale – dice Agrusti – presso i nostri imprenditori, che sono soprattutto esportatori nel settore elettrodomestici e arredo». Al momento la catena è quella dell’importazione di materie prime e componentistica per le industrie regionali e venete. Come evidenzia D’Agostino, «diversi punti di riferimento della manifattura pordenonese hanno trasferito flussi di import da Far East e Turchia sul porto di Trieste. Oggi l’export va a Ovest ma l’Asia e la Cina potranno diventare anche un mercato e non solo una piattaforma industriale e Trieste potrà essere competitiva». Intanto le esportazioni saranno in Europa. Come sottolineato dall’ad dell’Interporto di Pordenone Giuseppe Bortolussi, «il nostro terminal ha in piedi tratte ferroviarie importanti con Rotterdam, Duisburg, Svezia e Inghilterra». —


 

Pancake di ceci con robiola e rucola

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi