Fvg di nuovo arancio: i dati e i parametri che hanno fatto scattare la stretta

Preoccupa anche il tasso di occupazione dei posti letto in ospedale. Giovedì registrati 805 nuovi positivi e altre 25 vittime

TRIESTE Venerdì e sabato il Friuli Venezia Giulia ancora in zona gialla. Da domenica un arancione lungo almeno due settimane. Lo scenario che in Regione si dava per scontato è quello di un Fvg che, dal 17 gennaio, si ritroverà nuovamente a convivere con le restrizioni anti-Covid che impongono la chiusura di bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie e impediscono lo spostamento dei cittadini al di fuori del comune di residenza per motivi che non siano di lavoro, salute o stretta necessità.



È l’effetto, atteso, del rialzo della curva pandemica, con il superamento dei 2 mila morti e i numeri più generali della scorsa settimana, quella che determinerà il colore della prossima, che non rientrano nei parametri di sicurezza, resi tra l’altro più stringenti a livello ministeriale. Non è bastato confermare un Rt sotto la soglia critica 1 (nella bozza trasmessa in Regione dalla cabina di regia della capitale compare lo 0,94 nell’indice di contagio, appena sopra lo 0,91 del report precedente).

A far passare il Fvg in arancione, come del resto la gran parte del Paese, sono vari dati in peggioramento tra il 4 e il 10 gennaio, a partire dal carico sul sistema ospedaliero: il tasso di occupazione dei posti letto in area medica è salito dal 52% al 53%, quello nelle terapie intensive dal 36% al 39%, ben sopra le percentuali di guardia del 40% e del 30%. Ci sono poi gli incrementi delle infezioni riportate alla Protezione civile (da 3.634 a 4.932), di quelle riportate invece alla sorveglianza integrata (da 2.502 a 3.273) e dei nuovi focolai (da 668 a 894), mentre calano, e dunque migliorano, i valori dei focolai attivi (da 1.789 a 1.710) dell’incidenza positivi/test (da 26,4% a 24,4%) e dei casi non associati a catene di trasmissione note (da 2.532 a 2.023).



Nella sintesi della Cabina di regia il rischio di una pandemia fuori controllo per il Fvg è dunque alto e non più moderato. Come del resto aveva anticipato il responsabile della task force regionale Fabio Barbone. Per contenere il trend serve perciò l’arancione, il colore che scatterà da domenica. Per venerdì vale l’ordinanza locale di Massimiliano Fedriga, e dunque un giallo plus (consumazioni solo al tavolo dalle 11 alle 18 e ingressi contingentati nei negozi), mentre sabato sarà un giallo “normale”, come da norme nazionali.

A Palazzo si prende atto, perché l’incidenza dei positivi, gli ospedali in affanno e la costante, drammatica, crescita dei decessi non lasciano alternative, ma si continua a non condividere il metodo. Anche giovedì il presidente Fedriga, nel confronto tra governo e Regioni, ha ribadito l’urgenza di immediati ristori per attività che saranno nuovamente costrette a chiudere (con i bar cui verrà pure tolta la possibilità del servizio per asporto dopo le 18) e l’opportunità di regole uguali per tutti, per esempio su scuole, piscine e palestre. Nella serata di ieri (giovedì 14 gennaio), poi, un altro motivo di attrito. Sul tavolo della Regione, alle 19.55, è arrivata la bozza del Dpcm, con richiesta di osservazioni entro le 20.30, un tempo evidentemente troppo stretto. Con un sistema delle fasce destinato a prolungarsi almeno fino a marzo, il Fvg resterà ora in arancione per due settimane. A quel punto si valuterà se il rischio sarà ritornato moderato e consentirà le riaperture.

La settimana in corso sta segnando una lieve frenata del contagio. La media giornaliera è di 673 casi contro i 704 del 4-10 dicembre. Ieri sono state comunicate 805 infezioni su 7.969 tamponi molecolari (10,1%) e altre 480 su 1.804 test rapidi (26,6%). A contrarre il virus con conferma del molecolare sono state sin qui 58.592 persone, di cui 25.699 in provincia di Udine (+330), 12.693 a Pordenone (+250), 12.042 a Trieste (+116), 7.303 a Gorizia (+99) e 739 di fuori regione (+10).

I decessi registrati sono 25, di cui due pregressi. Con diagnosi Covid sono così morte 2.006 persone: 938 a Udine (+15), 495 a Trieste (+3), 436 a Pordenone (+5) e 137 a Gorizia (+2). Crescono anche gli ospedalizzati: 668 nelle aree mediche (+3), 68 nelle terapie intensive (-1). Gli attualmente positivi sono 12.863 (+65), i totalmente guariti 41.805 (+689), i clinicamente guariti 1.229 (+26), gli isolamenti 12.127 (+63). Numeri che si punta a contenere con la vaccinazione. L’aggiornamento del governo parlava ieri sera di 23.420 somministrazioni Pfizer sul territorio, il 62,8% delle forniture a disposizione, in linea con la media nazionale del 63,6%. 


 

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