Dagli spostamenti alle visite ai parenti, ecco spiegato bene cosa cambia per il Fvg in zona arancione

Persone a passeggio con la mascherina (Silvano)

Il governo vara le nuove norme, che dovrebbero durare quasi due mesi

TRIESTE Più di mezza Italia in zona arancione, da domenica, compreso il Friuli Venezia Giulia. Il ministero della Salute ha assegnato i “colori” alle singole regioni, dopo aver già confermato che «lo stato di emergenza sarà prorogato al 30 aprile».

Confermato anche il divieto di asporto solo per i bar e non per i ristoranti dopo le 18, con conseguente nuova corsa all’identificazione dei codici Ateco. Resteranno ancora chiuse palestre, piscine e i cinema. Scelte in linea con la preoccupazione del ministero della Salute visto che «i segnali che arrivano dagli altri paesi europei non sono buoni. 

COSA SI PUO' E COSA NON SI PUO' FARE, COLORE PER COLORE:

Zona bianca. Sulle basi attuali quasi per tutti sarà un’utopia, perché sancirebbe di fatto un ritorno alla (quasi) normalità. Sarà riconosciuta alle regioni (o Provincie autonome) con Rt sotto l’1 e con un tasso di incidenza dei contagi ogni 100 mila abitanti non superiore a 50. Ma dovrà esserci anche la certificazione dell’Iss di territorio “a basso rischio”.  Nelle regioni in zona bianca verranno sostanzialmente abolite tutte le restrizioni. Resta l’obbligo di usare la mascherina e di osservare il distanziamento, ma gli spostamenti saranno totalmente liberi e, soprattutto, decadrà il coprifuoco dalle 22 alle 5, con bar e ristoranti aperti anche la sera e tutti i negozi e i centri commerciali con le serrande su nei weekend. In zona bianca sparirebbero anche le restrizioni per il mondo dello sport: riapertura di palestre, piscine, sport di squadra e di contatto. Al pari di cinema, teatri, musei, mostre, fiere. Per la scuola significherebbe il ritorno alle lezioni in presenza per tutti gli istituti.

Zona gialla. Per le fasce considerate a “rischio moderato” sarà in ogni caso un giallo più intenso, ovvero con misure più stringenti rispetto al recente passato. Ci si può muovere liberamente, senza autocertificazione su tutto il territorio regionale, ma non si potrà oltrepassare i confini regionali se non per motivi di lavoro, salute o necessità o per far ritorno alla propria residenza, domicilio o abitazione. Raggiungibile la seconda casa, ma solo all’interno dei confini regionali. Aperti i negozi, ma non i grandi magazzini e i centri commerciali, che resteranno chiusi nel weekend. Aperti fino alle 18 bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie. Dopo quell’orario consentito solo il servizio a domicilio, anche se le regioni hanno riproposto limitazioni meno penalizzanti per i locali, di fatto il solo divieto per l’asporto di bevande. Relativamente agli incontri in casa dovrebbe essere consentito ricevere in casa non più di due persone non conviventi, con deroga per i bambini sotto i 14 anni e per le persone disabili o non autosufficienti. Spostamenti liberi in tutta la regione, ma per un massimo di due persone. Dovrebbero riaprire i musei, ma la nuova deroga varrebbe solo per le collezioni permanenti. In teoria potranno tornare in presenza tutte le scuole, ma ci sono le ordinanze regionali, come quella del Friuli Venezia Giulia, che ha già rinviato il ritorno in classe per le superiori al primo febbraio.

Zona arancione. Sarà il colore dell’inverno 2021. Gli spostamenti restano liberi solo all’interno del Comune, con divieto di ricevere più di due persone in casa. Consentito lo spostamento per un raggio di 30 chilometri (ma vietato raggiungere un capoluogo di provincia) agli abitanti dei Comuni con meno di 5 mila abitanti. Aperti i negozi, centri commerciali chiusi nel weekend, chiusi bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie. Per l’asporto e il domicilio valgono le stesse regole previste per le altre fasce, tranne ovviamente quella la bianca. Chiusi cinema, teatri, mostre, palestre, piscine e impianti sciistici. La ripresa delle lezioni in presenza anche alle superiori è consentita, ma resta il vincolo delle ordinanze regionali.

Zona rossa. L’incubo di tutti i governatori. E ancor più dei cittadini. Nella zona con più limitazioni rischiano di finirci al momento solo Lombardia e Sicilia. Per uscire di casa serve l'autocertificazione, con spostamenti consentiti solo in caso di necessità. Chiuse tutte le attività commerciali non ritenute essenziali (alimentari, farmacie, librerie, negozi di intimo e di sport, cartolerie, edicole, tabaccherie, ma anche barbieri e parrucchieri). La scuola è in presenza solo per infanzia, elementari e medie, per tutti gli altri c’0è la didattica a distanza.

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