Dalla Fortezza all’Argentina: alla soglia dei 100 anni si è spento Marino Boscarol

Marino Boscarol

Attivo nei sodalizi dei corregionali, fondò un’azienda per la lavorazione del pesce a Mar de Plata

GRADISCA È deceduto a tre mesi dal compimento dei cent’anni un “figlio lontano” della Fortezza: Marino Boscarol, nato a Gradisca il 29 aprile 1921 ed emigrato in tenerissima età in Sudamerica. La sua nascita e il suo battesimo sono stati registrati nel “Liber Baptizatorum” della parrocchia di Bruma.

All’età di 3 anni insieme ai genitori Angelo e Angela Zof è emigrato in Argentina, abitando prima a Rosario e poi a Mar de Plata. Aveva due fratelli, Giuseppe ed Anna, nati oltreoceano. Dal passaporto della madre si evince che la famiglia Boscarol partì da Trieste l’8 gennaio e giunse a Buenos Aires il 9 febbraio del 1924. Persona di spessore umano e impegnata nel sociale, dopo aver fondato un’azienda di lavorazione del pesce – espropriata dallo Stato argentino poiché possessore di doppia cittadinanza – Boscarol si impegnò come segretario dell’Associazione Pescatori di Mar de Plata. È stato presidente del locale Rotary Club, segretario del Fogolar Furlan di Mar de Plata e poi di tutta l’Argentina, segretario dell’Istituto Istorico Italiano, membro della Federazione Società Italiane di Mar de Plata e segretario generale dei locali Sindacati dei dipendenti del Commercio, che contavano su 20 mila associati. Ha sempre mantenuto la cittadinanza italiana e in una delle sue visite a Gradisca volle votare per le consultazioni Europee.


È rimasto legatissimo alla sua cittadina d’origine per la presenza dei numerosi parenti del ceppo originario di borgo Bidischini. Fra loro anche il vicesindaco Enzo Boscarol. In occasione della sua visita del novembre 1985, Marino Boscarol venne ricevuto dall’allora sindaco Romano Travan. Per le sue attività è ritornato in Italia più volte, mantenendo i contatti con i Fogolars Furlans e i circoli Rotary della regione. Ha collaborato con vari assessorati regionali in favore di sinergie tra il Friuli Venezia Giulia e le associazioni degli emigrati argentini. Fino all’ultimo ha mantenuto i contatti con i parenti italiani. —



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