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La Chiesa apre ai ministeri per i laici. Parrocchie pronte per “lettori e accoliti”

La Curia di Trieste in Cavana. La Chiesa cattolica triestina si prepara a recepire le innovazioni contenute nella lettera apostolica in forma di Motu Proprio “Spiritus Domini”, firmata dal papa domenica scorsa. Foto Lasorte

La nuova lettera del Pontefice concede l’accesso a semplici fedeli, donne e uomini, a ruoli finora riservati ai seminaristi

TRIESTE Non più soltanto il parroco. Le sessanta parrocchie della Diocesi di Trieste si preparano ad accogliere due nuove figure “ufficiali”, il lettore e l’accolito, che per espressa volontà di papa Francesco verranno aperte ai laici, uomini e donne. Un cambiamento che per molti costituisce un ritorno alle origini per la Chiesa, e che la Diocesi triestina accoglie come «un rendere più significativa e completa ecclesialmente la Comunità cristiana».

Domenica scorsa il pontefice ha modificato il primo paragrafo del canone 230 del Codice di Diritto canonico, aprendo l’accesso alle donne ai cosiddetti “ministeri istituiti” del lettorato e dell’accolitato.

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