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Il mondo della montagna Fvg: «Stagione persa». Fermi maestri di sci, cuochi, fotografi e dj

L’Sos dai triestini delle categorie più penalizzate a causa dello stop sulle piste: «Sappiamo che difficilmente si ripartirà»  

TRIESTE Il mondo della montagna guarda con apprensione alle prossime settimane. Ma prima degli sciatori e degli appassionati, c’è chi lavora tra piste e rifugi, e che rischia di perdere completamente la stagione. E ogni anno sono tanti i triestini che da tempo si spostano in varie località turistiche, come maestri di sci e snowboard, guide, camerieri, cuochi, ma anche fotografi e professionisti dell’intrattenimento. Tutti al momento sono fermi, in attesa dei prossimi sviluppi.



Tra di loro c’è il triestino Stefano Diviccaro, insegnante di snowboard in Val Badia. «Sono qui, in montagna, da dicembre, perché ormai avevo affittato la casa per tutto il periodo – spiega – e perché inizialmente sembrava che si potesse ripartire. Poi tutto è slittato. La sensazione è che difficilmente si ricomincerà, anche perché i contagi non accennano a diminuire. E se ci fosse il via libera a fine mese non so quanti sarebbero disposti ad aprire, perché con soli due mesi di lavoro davanti non rientrerebbero con costi e spese. E nel frattempo assistiamo a nevicate pazzesche, bel tempo e condizioni per una stagione potenzialmente incredibile». «Fa rabbia – sottolinea – il fatto di non poter programmare nulla, visto che a livello nazionale le regole cambiano di continuo. Siamo in balia degli eventi e dobbiamo anche fare i conti con un 30% in meno di entrate della scorsa stagione».



Tra chi d’inverno da anni vive in montagna c’è anche il triestino Marco Zolia, fotografo per scuole di sci e snowboard, per enti legati al turismo e diversi locali a Madonna di Campiglio. «Ci lavoro da 8 anni – racconta – in questi giorni sono tornato a Trieste per capire cosa succederà. Molte attività sono chiuse, qualche rifugio è aperto ma la gente non c’è. Abbiamo il sentore che quest’anno ormai non riparta nulla, anche perché se rimarrà in vigore il divieto di spostamenti tra regioni, come faranno le località turistiche a sopravvivere? Credo sia impensabile. Agli operatori del settore non conviene. È stato molto strano a Natale vedere spazi vuoti, dove di solito le persone erano tantissime. E in più, a rendere tutto più difficile da digerire, c’è una quantità di neve come non si vedeva da decenni. In questi 8 anni di impegno tra le piste non ne ho mai vista così tanta».



«Per quanto mi riguarda – aggiunge – sono fermo, in attesa di capire l’evoluzione della situazione». Sul monte Zoncolan, dopo dieci anni, non c’è l’intrattenimento del dj Enzo Zippo, che calamitava attorno alla sua consolle ogni week end non solo chi si fermava dopo una giornata di sci, ma anche chi arrivava in montagna proprio per ascoltare la musica in uno scenario speciale. «La stagione è persa, come lo è stata anche quella estiva – ricorda – e credo francamente che ci vorranno anni per potersi ritrovare di nuovo vicini, a divertirsi. Sono convinto che servirà tanto tempo per tornare alla normalità e non sarà semplice. La gente si sta abituando al distanziamento, sta cambiando stile di vita, non so quanto sarà facile, poi, riprendere la vita di prima. E nel nostro ambiente pensare di fare intrattenimento ora, e chissà ancora per quanto, è una follia, visto il terrore degli assembramenti».



«Sullo Zoncolan lavoro da una decina di anni – racconta –, ma mi rendo conto che è necessario fermarsi, mi sto dedicando allo streaming, perché ci si può solo adeguare alla situazione o dar vita a una rivoluzione che però, finora, nessuno si sente di fare». —


 

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