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Roma rivede i parametri. Il Friuli Venezia Giulia allontana lo spettro di un nuovo lockdown

Cade l’ipotesi zona rossa per le regioni con 250 contagi ogni 100 mila abitanti. Più probabile da lunedì 18 il passaggio in arancione.

TRIESTE Lo stop delle Regioni alla zona rossa da far scattare in base all’incidenza del contagio allontana il Friuli Venezia Giulia dal rischio lockdown. L’ipotesi pare essere tramontata anche per il supporto ai territori dato proprio dal ministro della Salute Roberto Speranza in occasione del confronto di ieri, il primo sul Dpcm con cui Roma detterà le regole anti-Covid a partire da sabato 16 gennaio.

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È ancora presto perché siamo ancora a livello di bozza di un documento che verrà definito, stando alle anticipazioni, giovedì, ma tra centro e periferia si è intanto condiviso l’altolà alla zona rossa automatica per le regioni con 250 casi di coronavirus ogni 100.000 abitanti contati in sette giorni. Speranza ha di fatto concordato con la tesi che nei giorni scorsi aveva sostenuto il vicepresidente e assessore alla Salute Riccardo Riccardi e che ieri ha portato al tavolo anche il presidente della Conferenza della Regioni Stefano Bonaccini. Vale a dire che l’alto numero di contagi è anche conseguenza della capacità di una regione di eseguire i tamponi. E il Fvg, in questo, è al primo posto in Italia nelle ultime settimane.


Dal 1° dicembre in regione sono stati fatti 268.839 tamponi, 22 ogni 100 residenti, il valore nettamente più alto di tutti. Seguono distanziati il Trentino Alto Adige (15), il Veneto (14), l'Emilia Romagna e l'Umbria (13), con Calabria, Piemonte e Valle d'Aosta (sotto i 5 tamponi ogni 100 residenti) agli ultimi posti della classifica. Sulle dichiarazioni di Riccardi, peraltro, attacca l’esponente dem Salvatore Spitaleri: «Invece di evocare “disincentivi”, l'assessore pensi a fare più tamponi possibile, dato che il loro numero dipende da lui e non da Roma».


Per il Fvg, che alla soglia dei 250 casi ogni 100.000 abitanti è assai vicina stando ai numeri della scorsa settimana, decisivi per stabilire il colore della regione da lunedì 18 gennaio, il cambio di rotta governativo è un problema in meno (in particolare per attività economiche già pesantemente penalizzate da mesi di chiusure e restrizioni), ma si deve comunque attendere il monitoraggio romano, che inizierà oggi dopo la trasmissione dei dati validati dalla task force regionale e durerà un paio di giorni. Il parametro chiave rimane a questo punto l’indice di contagio Rt, che nel report precedente era di 0,91 per il Fvg e che dovrà rimanere sotto l’1 per evitare il passaggio da giallo ad arancione e sotto l’1,25 per non entrare in fascia rossa, quella che impone le più rigide misure di contenimento contro il contagio. In Regione si ritiene che sia possibile, visto il trend del periodo 4-10 gennaio, il superamento dell’1, con conseguente ingresso in arancione, mentre sembra più difficile un innalzamento tale da far scattare il rosso.

Nell’attesa, Massimiliano Fedriga ha ieri insistito assieme ad altri colleghi governatori su una linea di uniformità da applicare a tutto il Paese. Quello che il presidente della Regione chiede sono regole, per esempio su scuole e palestre, che valgano da Trieste a Palermo. Dopo di che, nello specifico del Fvg, se da lunedì si resterà in giallo, in caso di numeri comunque elevati nel corso della settimana, verrà prorogata l’ordinanza locale in scadenza venerdì (che verrebbe invece superata con l’eventuale arancione).

La settimana si apre con altri 361 positivi (compresi anche 52 casi che erano emersi già dal test antigenico, mentre andranno confermati altri 48 evidenziati sempre dai rapidi) su un totale di 2.491 tamponi molecolari (14,5%), per un totale da inizio pandemia di 56.594 infezioni, di cui 24.867 in provincia di Udine (+197), 12.110 a Pordenone (+76), 11.870 a Trieste (+43), 7.046 a Gorizia (+39) e 701 di fuori regione (+6). Nel dettaglio, le positività nelle residenze per anziani sono otto, quattro tra gli ospiti, altrettante tra gli operatori. Se ne aggiungono altre undici nel Ssr, di cui quattro in Asugi (tre infermieri e un Oss).

Con altri trenta decessi, le vittime con diagnosi Covid sono 1.928: 894 a Udine (+15), 479 a Trieste (+1), 422 a Pordenone (+10) e 133 a Gorizia (+4). Sempre grave pure la situazione in ospedale. Nel bollettino di giornata si registra un calo dei pazienti nelle aree mediche (688, -15), ma anche il picco nelle terapie intensive (67, +3). Non a caso l’Arcs sta predisponendo d’intesa con le Aziende sanitarie una manovra per rafforzare i reparti con un centinaio di posti letto Covid aggiuntivi. Il piano dovrebbe essere comunicato entro domani.

Tornando ai numeri, gli attualmente positivi sono 12.919 (+34), i totalmente guariti 40.631 (+288), i clinicamente guariti 1.116 (+9), gli isolamenti 12.164 (+46). —


 

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