Due famiglie di migranti con bimbi salvate dal freddo a San Dorligo

Tredici le persone rintracciate nei boschi: fra loro sei minorenni, di cui due con meno di cinque anni

SAN DORLIGO

Drammatico rintraccio di due famiglie afghane, con donne e bambini, per un totale di tredici persone, ieri mattina nei boschi che circondano San Dorligo della Valle.


Avvisati dai residenti, che hanno visto questo gruppo infreddolito dalla bassa temperatura e dalla bora cercare la strada principale, gli agenti della Polizia di frontiera di Trieste si sono subito recati sul posto. Individuati i migranti e constatato che fra loro c’erano anche sei minorenni, due dei quali con meno di cinque anni d’età, i poliziotti hanno immediatamente avvisato la Caritas, chiedendo collaborazione, in quanto nei giorni festivi è particolarmente difficile trovare in poco tempo il necessario per dar da mangiare ai più piccoli. In questo caso il primo bisogno consisteva anche nel trovare una collocazione al caldo. Esaminato il problema, don Alessandro Amodeo, direttore della Caritas, dopo una consultazione con il vicequestore Giuseppe Colasanto, responsabile della Polizia di frontiera, ha proposto di portare i migranti nel centro di isolamento fiduciario preventivo di Prosecco. In tempi di Covid infatti la disciplina presente nel primo Dpcm prevede che chiunque entri in Italia, in una situazione come quella delle due famiglie afghane, debba ovviamente essere messo in quarantena e l’unica struttura immediatamente operativa sotto questo profilo è quella dell’altipiano.

«Abbiamo provveduto a rifocillarli, a dare loro da bere e a garantire la possibilità di lavarsi con l’acqua calda – ha spiegato don Amodeo – in quanto tutti i tredici erano in difficoltà, affamati e molto infreddoliti, a causa della temperatura e del forte e freddo vento di bora che ha iniziato a soffiare da qualche giorno a Trieste e nelle aree limitrofe». Le due famiglie erano partite a piedi dalla Slovenia, dopo essere state abbandonate vicino al confine, con ogni probabilità da parte di coloro che organizzano questi viaggi della disperazione. Sembra che gli afghani siano stati anche indirizzati su quali sentieri incamminarsi per arrivare al più vicino centro abitato. L’obiettivo è infatti quello di essere avvistati rapidamente, una volta arrivati in Italia, per poter ricevere i primi aiuti.

Nel pomeriggio sono iniziate le procedure di identificazione che, a tarda serata, non si erano ancora concluse. Dalla Caritas comunque è stato fatto sapere che le condizioni generali di salute dei componenti le due famiglie di migranti sono buone. «Questa è l’ennesima conferma che la rotta balcanica è sempre attiva – ha detto il sindaco di San Dorligo della Valle, Sandy Klun – anche in questi mesi più freddi. Evidentemente – ha aggiunto – la richiesta di poter approdare nel nostro Paese è sempre più alta. Se due famiglie con bambini così piccoli se la sentono di sfidare il rigore dell’inverno e tutti i rischi che un transito di questo tipo comporta – ha concluso – significa che sono veramente alla disperazione».

Proprio il Comune di San Dorligo della Valle è risultato essere, in questi giorni, il destinatario di una prima somma di 25 mila euro, stanziati dalla Regione, per poter provvedere alla pulizia dei sentieri che attraversano le frazioni di Caresana, Crociata e Prebenico, dopo il passaggio dei migranti. Chi arriva in Italia seguendo la rotta balcanica abbandona subito nei boschi i documenti di cui è dotato, per cancellare le tracce della provenienza ed eliminare così la possibilità di essere rimandato in Slovenia. Nei mesi più caldi i migranti lasciano sui sentieri anche vestiti e i resti del cibo che consumano. È facile prevedere che, in primavera, non appena le temperature torneranno accettabili, i transiti ripartiranno a ritmi notevoli. «Siamo probabilmente l’unica struttura – ha sottolineato don Amodeo – in grado di poter provvedere in breve tempo ad aiutare gruppi come quelli arrivati oggi (ieri, ndr) perché disponiamo di indumenti adatti anche ai bambini, di cibo e bevande. È sufficiente che arrivi la richiesta della Polizia di frontiera – ha concluso – e provvediamo». —



Minestra di cavolo nero, fagioli all’occhio e zucca con maltagliati di farro

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi