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Leonardo e Cristian, gemellini prematuri ora di nuovo insieme grazie al Burlo

I due piccoli, nati a ottobre, sono potuti finalmente tornare a casa nei giorni scorsi per la felicità di mamma Elisa e papà Steven 

TRIESTE Quando Leonardo e Cristian si sono ritrovati, dopo 15 giorni trascorsi in due incubatrici diverse, si sono presi subito per mano. «Tenere in braccio i nostri gemellini e riunirli è stato sicuramente il momento più bello», racconta la loro mamma, Elisa Buffolo. Il 29 dicembre scorso, dopo due mesi di cure nella Terapia intensiva neonatale dell’Irccs materno infantile Burlo Garofolo di Trieste, i due fratelli, nati prematuri a ottobre 2020, con 29 settimane di gestazione e circa 1.000 grammi di peso ciascuno, sono tornati nella loro casa, a Pordenone.



«Ora pesano 2 chili e 800 grammi – continua mamma Elisa, che esprime tutta la sua gioia assieme a papà Steven Sangion –. Stanno entrambi molto bene e sono in grande ripresa. Al Burlo ci siamo trovati benissimo, come in una grande famiglia. Nei prossimi anni continueremo a essere seguiti dalla splendida squadra del reparto. Ringraziamo tutti, anche gli autisti che all’inizio hanno permesso il trasporto dei gemelli da Pordenone fino a Trieste, a bordo di due automobili accompagnate da due équipe mediche».

Tra i momenti più difficili per i genitori c’è stata la prima notte in cui uno dei fratellini ha rischiato di non sopravvivere. «A dire la verità – aggiunge la madre – il momento per me più duro in assoluto è stato quando mi hanno detto che uno dei due gemellini avrebbe avuto un’emorragia, rischiando di subire delle conseguenze. Per fortuna il tutto è rientrato e il piccolo non ha avuto danni».

Negli ultimi tempi in ospedale, poi, Elisa è rimasta da sola con i suoi bambini, per via delle restrizioni date dalla pandemia in corso, che ha ostacolato i collegamenti con Pordenone. E, purtroppo, proprio in quel periodo, il padre di Elisa, nonno dei piccoli, è venuto a mancare a causa del coronavirus. «In questi due mesi – ha osservato Francesco Maria Risso, direttore della Tin – i due “giovanotti” qualche volta ci hanno fatto penare ma, grazie all’ottima squadra di medici, infermieri e Oss, le cose sono andate per il meglio e qualche giorno fa, con grande gioia abbiamo potuto mandare i due scriccioli a casa in modo che potessero accogliere il nuovo anno insieme ai loro genitori. Mi preme ringraziare tutta la squadra del Burlo, composta da radiologi, laboratoristi, oculisti, neurologi, psicologi e da tutti gli specialisti coinvolti nella gestione dei neonati pretermine. Solo con una peculiare attenzione rivolta ai bimbi e ai neonati, infatti, si riesce ad avere un risultato ottimale ed è proprio per questo che il Burlo non è solo un ospedale, ma una “filosofia di lavoro”».

Grande soddisfazione è stata espressa anche da parte di Stefano Dorbolò, direttore generale del Burlo, e da tutta la direzione strategica dell’Irccs. «Momenti come questi – ha detto Dorbolò – sono quelli che ci motivano ogni giorno e danno senso compiuto al nostro operare quotidiano. La forza del nostro istituto sono tutte le persone, medici, infermieri, Oss, che si impegnano con dedizione e passione, nonché una capacità di lavorare in squadra che ci contraddistingue in ogni situazione. Vogliamo esprimere un grazie particolare al dottor Peratoner e all’Asugi che sono “entrati in campo con noi” in questa delicata occasione organizzando perfettamente un trasporto complicato e inconsueto. Ai due gemellini e ai loro genitori va l’augurio non solo di un felice 2021, ma di una vita ricca di gioie». —


 

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