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Polizia locale “armata” di spray: il Comune di Muggia esclude le pistole

Il regolamento ora ne consentirebbe l’uso, ma Decolle precisa: «Non se ne parla» Gli agenti seguiranno corsi di formazione sull’utilizzo dei dispositivi al peperoncino

MUGGIA In arrivo il nuovo regolamento di polizia locale, approvato lo scorso 29 dicembre, in occasione dell’ultimo consiglio comunale del 2020. Il vecchio, risalente al lontano 23 marzo del 1992, non rispondeva più alle innumerevoli novità sopravvenute nel corso di quasi un trentennio di attività normativa riguardante la polizia locale, come ad esempio la legge regionale 9 del 29 aprile 2009 e le successive modifiche e disposizioni attuative.

Nello specifico sono due le novità presenti all’interno del nuovo regolamento. La prima prevede l’istituzione di un fondo di assistenza e previdenza per il personale del corpo della Polizia Locale; la seconda novità prevede che gli operatori possano essere dotati anche di dispositivi di autodifesa a tutela dell’incolumità personale, come spray al peperoncino ma anche armi da fuoco. Sull’utilizzo di armi da fuoco, l’assessore alla polizia locale, Stefano Decolle, ha sottolineato che «la questione non è all’ordine del giorno, e nel regolamento non sono espressamente indicate le armi di difesa» e che per ora «gli agenti effettueranno un corso di formazione di 8 ore per il corretto uso dello spray nei primi mesi di quest’anno». Spray che, sempre a detta dell’assessore, «verranno acquistati dopo l’approvazione del futuro bilancio, che avverrà presumibilmente a febbraio».


Il consigliere del Movimento 5 Stelle, Emanuele Romano, ha voluto sottolineare la propria contrarietà all’uso delle armi da fuoco, ricordando che in occasione dell’ultima commissione da più parti, in maniera trasversale, era stato espresso lo stesso sentimento. «Mi chiedo – ha proseguito Romano – se non si potrebbe già prevedere nel regolamento l’esclusione dell’uso stesse». Domanda, quella del consigliere pentastellato, a cui l’assessore Decolle ha risposto con un’apertura: «Non credo ci siano impedimenti dal punto di vista legislativo, magari successivamente con un emendamento».

Per il consigliere dem Massimiliano Micor, che ha spiegato di conoscere in prima persona la questione armi in quanto parte del corpo di Polizia locale del Comune di Trieste, «dato che il ruolo della Polizia locale nel corso degli anni è cambiato, è importante mettere nelle condizioni gli agenti di potersi tutelare e difendere. D’altro canto sono contrario all’uso di armi da fuoco perché credo che meno pistole girano meglio è».

Sulla questione è intervenuto, perché chiamato in causa, il segretario comunale Santi Terranova che ha ricordato che «la Regione Fvg dopo le ore 22 prevede che i servizi di polizia in strada vengano svolti da personale armato, e Muggia, anche grazie alla presenza sul suo territorio di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, è davvero ben coperta». Terranova ha posto piuttosto la questione sulle nuove assunzioni: «Ora è possibile assumere possibili agenti fino all’età di 65 anni, compresi gli obiettori di coscienza, ma le cose cambiano se verrà presa in considerazione la dotazione di armi da fuoco» .

Alla fine il regolamento, che diventerà operativo dal 16 gennaio, è passato con la votazione favorevole della maggioranza, più quella dell’ex consigliere dem Marco Finocchiaro e l’astensione dell’opposizione. A tal proposito, a margine della discussione, Decolle ha detto, sulla possibilità di dotare di strumenti di autodifesa gli agenti, «di non comprendere, o almeno non è stato spiegato in aula, il voto di astensione delle forze politiche, vedi la Lega, che a Trieste sono accanite sostenitrici dell’idea di armare la Polizia locale». –


 

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