Contenuto riservato agli abbonati

Il triste record della seconda ondata: in Fvg quintuplicati i morti in un mese

La ricerca dell’Università Cattolica. E il consigliere del M5s Ussai incalza la giunta: «Spieghi il perché di questi dati» 

TRIESTE È il nord est l’area italiana dove si è registrato il maggior numero di decessi a causa del Covid nella seconda ondata con un picco in Friuli Venezia Giulia a dicembre. Il dato emerge dallo studio dell’Università Cattolica del Sacro cuore nella ricerca effettuata da Altems e contenuta nel “33/o Instant report” dove vi è un confronto dell’andamento della diffusione a livello nazionale.



I dati che colpiscono maggiormente sono quelli della mortalità grezza (il numero di pazienti deceduti in un determinato periodo di tempo). Lo studio ha preso come valore di riferimento la media nazionale di 32 decessi ogni 100 mila abitanti nei 30 giorni tra il 19 marzo e il 17 aprile scorsi, quindi durante la prima ondata. Sulla base di questo dato sono stati confrontati due periodi durante la seconda ondata ovvero quello dal 17 ottobre al 15 novembre e dal 16 novembre al 15 dicembre. In Friuli Venezia Giulia si è passati da una mortalità di 13,95 persone per 100 mila abitanti del primo periodo della seconda ondata (in Italia era al 14,53) al 62,13 dei trenta giorni dal 16 novembre al 15 dicembre (a fronte di una media italiana del 33,40).



In un mese è quindi quintuplicata la mortalità e raddoppiata rispetto alla prima ondata. Sempre il Fvg registra il tasso più alto tra le regioni italiane dal 9 al 15 dicembre con un valore di 14,61 ogni 100 mila abitanti a fronte di una media italiana di 6, 84. La prevalenza periodale (la proporzione della popolazione regionale che si è trovata ad essere positiva al virus) italiana è passata da 1.482 persone positive ogni 100 mila abitanti dal 17 ottobre al 15 novembre a 2.294 dal 16 novembre al 15 dicembre. In Fvg è passata da 1. 206 del periodo ottobre/novembre a 2.640 di novembre/dicembre. Invece, durante il mese di dicembre, gli altri indicatori presi in esame, come l’andamento dei ricoveri o degli isolati a domicilio, sono rimasto sostanzialmente stabili.


Anche le terapie intensive sono rimaste sostanzialmente stabili con una occupazione di poco superiore al 30%, la soglia di sicurezza indicata dal governo. I numeri dei pazienti ricoverati in rapporti ai positivi nella prima metà di dicembre resta per il Fvg tra quelli più bassi e inferiore al 5% a fronte invece della Liguria che ha toccato il 10% o della provincia autonoma di Trento arrivata al 19%.

A commentare i dati è il consigliere regionale d’opposizione del Movimento 5 stelle, Andrea Ussai, il quale chiede alla giunta di spiegare perché «siamo tra le regioni con il dato di mortalità più alto in Italia. Invece di ascoltare ormai da giorni gli esponenti della giunta vantarsi per il consenso attribuito dall’indagine Ipsos, sarebbe interessante capire le cause di questi dati così preoccupanti». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Video del giorno

La protesta di una signora no vax davanti a Letta

Granola fatta in casa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi