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Trieste, l’appartamento del pluripregiudicato andato a fuoco con le candele dei frati

Emergono i particolari dell’incendio di Strada per Longera. Governale ieri è stato interrogato dal giudice Tomassini 

TRIESTE È stato un attimo, un attimo di disattenzione. Una candela che cade sul lenzuolo, le fiamme che intaccano prima le coperte e poi il materasso. E il fuoco che nel giro di qualche istante divampa sul letto e sull’intero soffitto.

A distanza di qualche giorno dall’incendio dell’alloggio di Strada per Longera 32, quello in cui abitava il pluripregiudicato Edoardo Governale, emergono i particolari dell’incidente. Particolari che parlano di miseria e di disagio sociale.



In quell’abitazione il cinquantenne Governale stava scontando gli arresti domiciliari dopo la brutale aggressione alla segretaria dello studio medico di via Cicerone 10. L’uomo era da solo in casa, domenica sera, quando è scoppiato il rogo. Nell’appartamento viveva senza riscaldamento, senza elettricità né gas.

Quelle candele, sì proprio quelle candele che hanno innescato il rogo, erano state regalate poco prima dai frati della chiesa della parrocchia di San Francesco in via Giulia. A Governale servivano per farsi luce e per riscaldarsi.



Il pluripregiudicato, difeso dall’avvocato di fiducia Paolo Codiglia, ieri mattina è stato interrogato dal gip Massimo Tomassini.

Durante il colloquio l’uomo è apparso estremamente provato dall’accaduto. Diversamente da altre circostanze (non si contano le volte che il cinquantenne si è trovato davanti a un giudice), Governale non aveva quell’aria arrogante e supponente con cui in genere affrontava i magistrati. L’incendio lo ha scosso. D’altronde erano anni che abitava in quella casa di Strada per Longera 32. «Lì avevo tutte le mie cose», ha detto.

Il giudice ha convalidato l’arresto ma ha respinto la richiesta della detenzione in carcere avanzata dal pm Antonio Miggiani per la vicenda dell’incendio, visto che si è trattato di un fatto accidentale. Ma Governale per il momento resta comunque in cella per l’altro caso: l’aggressione della segretaria di via Cicerone. Non disponendo più di un’abitazione dove poter scontare i domiciliari, l’unica soluzione percorribile nell’immediato è infatti il Coroneo. Tanto più dinnanzi alla pericolosità che ha fin qui contraddistinto il pluripregiudicato.

Governale è alcolista ed è seguito dal Dipartimento delle dipendenze dell’Asugi. Quando beve diventa violento. Sono molte le aggressioni di cui si è reso protagonista negli ultimi anni, anche nei confronti dei sanitari del 118. Non passava settimana che polizia e carabinieri non si presentassero nella sua abitazione per qualche motivo.

I vicini di casa, costretti a subire una situazione del genere, erano esasperati. Avevano paura di abitare in un condominio con una persona visibilmente squilibrata. Dopo l’incendio Governale è stato ricoperto di urla e insulti dalla gente in strada. Il cinquantenne risulta anche in carico ai Servizi sociali del Comune di Trieste. Beneficiava del reddito di cittadinanza (che riceveva nei periodi in cui non era detenuto in carcere): soldi gestiti dall’amministratore di sostegno, l’avvocato praticante Sara Rossi, che aveva iniziato con il proprio assistito un programma di rientro dai debiti accumulati negli anni per gli affitti e le bollette non pagate. —

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