Il sindaco Klun: «San Dorligo “porta” della rotta balcanica: il fenomeno pesa sull’attività del Comune»

Il bilancio del 2020 da parte del primo cittadino: «Fondamentale è la collaborazione con forze dell’ordine e Prefettura»  

SAN DORLIGO La definizione di “porta aperta lungo la rotta balcanica” è oramai confermata dai fatti. San Dorligo della Valle, nel contesto del fenomeno dell’immigrazione, rappresenta un unicum nel territorio che circonda Trieste. La quantità di migranti che raggiunge l’Italia attraversando i boschi delle frazioni di Caresana, Crociata e Prebenico, è enorme. Si parla di migliaia di persone nel solo 2020, 530 delle quali minori non accompagnati. Un problema che, per un Comune piccolo come quello guidato dal sindaco Sandy Klun, ha condizionato l’intera attività amministrativa dell’anno appena conclusosi.



Sindaco Klun, come avete affrontato questa realtà?

Grazie allo sforzo degli impiegati comunali e degli assessori e con la collaborazione delle forze dell’ordine e della Prefettura, siamo riusciti ad abbinare l’impegno nella gestione dell’immigrazione con l’ordinaria amministrazione del Comune, ma il compito è stato molto gravoso.

Qual è stato il problema principale?

La gestione dei minori non accompagnati che, per legge, sono affidati alla diretta responsabilità del sindaco, con tutte le spese che, in tempi di Covid, ciò comporta. A Ferragosto ho passato la giornata al telefono, per cercare di trovare un’adeguata sistemazione a un numeroso gruppo di minori.

Esiste poi il tema dei rifiuti che i migranti abbandonano sui sentieri. Come si risolve?

Non basta l’impegno dei volontari ma serve anche la presenza delle istituzioni. Nei boschi si trova di tutto, da capi di abbigliamento a resti di cibi e bevande, da documenti stracciati a saponi e rasoi. Fortunatamente non ci sono mai stati incidenti fra immigrati e residenti, ma anche il tema della sicurezza incombe.

E nel 2020 a tutto questo si è aggiunta l’emergenza Covid. Come l’avete affrontata?

Facendo ricorso alla responsabilità di tutti, abbiamo fatto passi avanti nella ristrutturazione della scuola Prezihov Voranc di Dolina, un progetto che prevede una spesa complessiva di 2 milioni e 150 mila euro, di cui un milione e 850 mila euro a carico della Regione.

I dipendenti comunali sono sufficienti?

Nel 2020 abbiamo rinforzato la Polizia locale, che adesso prevede 4 vigili. A breve predisporremo un concorso per assumere ancora in altri settori.

I progetti per il 2021?

Cominceremo i lavori sulla via principale di San Giuseppe della Chiusa dove completeremo i sottoservizi, rivedremo l’impianto della pubblica illuminazione e metteremo a punto l’ultimo tratto della fognatura. Soprattutto rifaremo la pavimentazione, ripetendo il motivo delle pietre d’epoca, anche se dovremo sostituirne almeno un terzo e sarà difficile trovarle. Il progetto costerà un milione e 700 mila euro, già finanziato con 450 mila euro dalla Regione, mentre il resto lo metterà il Comune. Sarà un lavoro lungo, che si completerà nella seconda metà del 2021 e che comprenderà anche il rifacimento del pavè di Log. Abbiamo in preparazione anche un incontro con Arpa e Regione per la Commissione odori della Siot, tema sul quale siamo sempre attenti. Infine progetteremo la ristrutturazione della scuola media italiana di Domio, che abbiamo dovuto chiudere perché non corrispondeva ai criteri di anti sismicità e dove serviranno molte risorse. —


 

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