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A Trieste la sfida della tazzina col caffè sotto l’euro

I locali duellano sul prezzo scendendo fino a 80 centesimi per attirare i clienti costretti all’asporto dalle norme Covid

TRIESTE Pochi clienti nei bar, locali alle prese con orari e personale ridotto, servizi per asporto da mettere in campo, tra zone arancioni e rosse, con incassi inevitabilmente a picco. Prezzi che da queste parti non si vedevano da anni. Prezzi che si sono allienati a quelli praticata da Roma in giù. Ed ecco servita a Trieste la guerra della tazzina. Succede tra Cavana e piazza Unità d’Italia, dove il prezzo più basso per bere un caffè è di 80 centesimi. In pieno centro.

Una novità introdotta da poco, che ha catturato l’attenzione di tanti triestini nei giorni scorsi. È il bar Stella di via Punta del Forno ad annunciare il taglio sull’espresso, con un cartello che riporta, a grandi caratteri, la scritta: «Il tuo caffè a soli 80 cent. Solo da noi ogni giorno».



Proprio di fronte al Bar Stella, al bar Unità, la scelta di un prezzo basso in realtà era già stata presa da tempo, con il caffè a 90 centesimi, una decisione vincente e apprezzata da molti triestini.

Che si tratti di una sfida, distante solo pochi metri, da una parte all’altra della strada? Dal bar Stella assicurano che non è una battaglia con i vicini, ma più un tentativo di fronteggiare le misure restrittive attuali. «È solo per attirare nuove persone - dicono - perché questo è un locale che prima del Covid-19 lavorava soprattutto nelle ore serali, tra aperitivi e dopo cena, e in particolare con i drink. Puntando ora anche sul caffè, considerando le restrizioni in vigore, almeno si tenta si sopravvivere».

Camminando lungo Cavana, soprattutto durante la giornata del 4 gennaio, quando l’Italia è tornata in zona arancione, molti hanno guardato con curiosità la pubblicità esterna del bar Stella, qualcuno ha anche scattato una foto, pubblicata poi sui social. La decisione di tagliare sul “capo in B” comunque pare isolata al momento nel centro cittadino, considerando che nella zona si arriva, in qualche caso, a un euro e 30 centesimi, anche se, c’è da dire, alcuni gestori da anni hanno scelto di contenere i costi sul caffè, come agli Specchi, dove al banco si spende un euro, o, come detto, al bar Unità, fermo a 90 centesimi. Gli 80 centesimi in realtà sono una cifra difficile da trovare anche in periferia, dove i bar, anche i più piccoli, difficilmente scendono sotto l’euro.

Per scoprire se altri locali cittadini hanno adottato la stessa strategia, servirà aspettare probabilmente ancora qualche giorno.

Molti infatti, anche nel cuore della città, sono rimasti desolatamente chiusi. Saracinesche abbassate già prima di Capodanno e riapertura prevista, per la maggior parte, il 7 gennaio, quando la Trieste, come tutto il Paese, tornerà in zona gialla.

Tanti comunque continuano l’attività con l’asporto consentita dalle attuali normative, dopo aver adeguato gli spazi, chiudendoli al pubblico e lasciando ai clienti la possibilità di ordinare fermandosi all’ingresso o attraverso i banconi rivolti all’esterno. E dopo aver acquistato bicchieri di plastica o carta in quantità. In sostituzione della tradizionale tazzina. —


 

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