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Il bilancio 2020 della cooperazione e del Gect

La pandemia non ha frenato la collaborazione con Nova Gorica e il percorso è stato suggellato dalla Capitale europea della Cultura 2025

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GORIZIA. Un anno difficile, complicato, contorto ma coronato dalla proclamazione di Gorizia e Nova Gorica Capitale europea della Cultura 2025. Nell’ultimo giorno del 2020 a tracciare un bilancio del lavoro svolto in 12 mesi è il Gect, il Gruppo europeo di cooperazione territoriale che lega Gorizia a Nova Gorica e Sempeter Vrtojba. «La pandemia da Covid19 ha messo a dura prova la vita lungo il confine ma non ci ha fermato!», si legge in una nota che ripercorre tutti i momenti di questo 2020 scorbutico.
«L’anno 2020 - sottolineano i vertici del Gect - ha portato tante nuove sfide per il nostro territorio transfrontaliero, ma insieme abbiamo cercato e trovato nuovi modi di collaborazione per affrontarle con successo. Nell’ambito del progetto “Salute-Zdravstvo” abbiamo avviato la ricostruzione dello Skupnostni center che ben presto ha cominciato a prendere forma. Il gruppo di lavoro sull’autismo ha avviato il trattamento congiunto dei bambini nella nuova sede ed ha acquisito nuove conoscenze nel campo della Caa. Il gruppo di lavoro sulla gravidanza fisiologica ha, invece, preparato un manuale linguistico transfrontaliero».
Ma anche sulla salute mentale è stato firmato un importante protocollo transfrontaliero per i casi acuti. «Abbiamo inaugurato i lavori della passerella sull’Isonzo, abbiamo posto le fondamenta e iniziato con la “cucitura” della passerella che ha richiesto un impegno tecnico rilevante, ma si è conclusa con successo».
Nei giorni scorsi, è stata effettuata una visita ai cantieri completati, tra cui il camp Vrtojba e l’Infopoint a Gorizia. «I nostri tre Comuni - si legge ancora nella nota che traccia un bilancio del 2020 - hanno firmato un protocollo transfrontaliero per l’inclusione sociale. Abbiamo dato il via alle riunioni dei Comitati. Abbiamo bandito il concorso di idee per la riqualificazione architettonica della piazza Transalpina. I giurati del concorso di architettura ci hanno fatto visita e hanno scelto il vincitore. Insomma, abbiamo dimostrato che la cooperazione è la chiave del successo, indipendentemente dalla situazione. Siamo rimasti ottimisti».
Poi, l’ultima cavalcata. Vittoriosa. «D’estate, abbiamo partecipato a vari eventi della candidatura congiunta a Capitale europea della cultura 2025. Abbiamo vestito la città di “Go! Borderless” e abbiamo presentato il secondo Bid Book, svolgendo con successo la presentazione finale alla giuria per la Capitale. Insieme, abbiamo tenuto le dita incrociate per una vittoria transfrontaliera e abbiamo avuto successo. Siamo diventati la Capitale europea della cultura per l’anno 2025».
Una vittoria importante ma che deve essere sfruttata e capitalizzata perché Gorizia ha perso troppe occasioni e troppi treni. E non si può fallire.

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