I volti sotto le mascherine e gli spettatori di cartone: le “nostre” foto del 2020

Le immagini-simbolo dell’anno in chiusura negli scatti dei fotografi del Piccolo Andrea Lasorte, Francesco Bruni e Massimo Silvano

TRIESTE. Le strade sbarrate dalle pattuglie, il personale medico alle prese con i tamponi, gli anziani portati fuori dalle case di riposo sulle barelle spinte dai sanitari con le tute bianche, gli spettatori delle competizioni sportive sostituiti da sagome di cartone. Il racconto del 2020 passa anche attraverso gli scatti realizzati dai fotografi del Piccolo Andrea Lasorte, Francesco Bruni e Massimo Silvano, che non si sono mai fermati e che, anzi, durante il lockdown hanno moltiplicato i loro sforzi catturando istanti unici, a immortalare un anno che difficilmente si potrà dimenticare.

Mese dopo mese è il Covid- 19 il tema principale, a contraddistinguere attimi di vita quotidiana, cambiata radicalmente per tutti. «Tra le prime immagini indelebili per me ci sono quelle che mostrano le residenze per gli anziani, con una donna in barella», racconta Lasorte: «Come questa ne ho fatte altre, con gli ospiti alle volte sorretti con delicatezza dal personale. E poi sicuramente c’è la studentessa del Petrarca, che segue le lezioni online sui gradini del liceo, a manifestare la voglia di tornare in aula, alla normalità, segno che ci sono giovani che lottano con determinazione per i propri ideali. Ma mi piace ricordare anche i volti di due ragazze, impegnate con i tamponi nel punto Covid del parco di San Giovanni, colte in un momento di pausa, sorridenti, perché ci sono molti giovani in prima fila nell’emergenza».



Uno dei limiti iniziali, vissuto da tutti, e ancora presente in questi giorni di zona rossa, riguarda gli spostamenti. Ed ecco uno dei primi scatti-simbolo dell’inizio della pandemia, con un maxi posto di blocco in via Carducci. «Un momento che mi ha colpito», ammette Silvano: «Una decina di pattuglie che fermavano tutti, e oltre le auto si vedono gli autobus, dove, anche a bordo, venivano effettuati i controlli. Ma lo scatto per cui ancora provo un’emozione profonda è quello che mostra le bandiere a mezz’asta, in piazza Unità. Era il 31 marzo, giornata di lutto nazionale per le vittime del coronavirus». Sempre di Silvano anche la folla di ragazzi in via Torino, nei primi giorni di giugno: un desiderio di tornare insieme, ma anche uno degli ultimi scatti prima delle nuove restrizioni messe in atto nella via della movida.

Ma al di là dell’emergenza sanitaria, alcune immagini in altri contesti restano impresse nella memoria di chi le scatta perché suscitano sentimenti profondi e magari inaspettati. «Il momento che più mi ha commosso quest’anno – ricorda Bruni – è l’abbraccio dei poliziotti durante la commemorazione a un anno dalla scomparsa di Matteo Demenego e Pierluigi Rotta. Una foto quasi rubata, molto veloce, una scena davanti alla quale ho provato una fortissima emozione». E poi ecco la normalità cambiata dal Covid anche nello sport: «Sicuramente è stato strano vedere il basket al palasport davanti a un pubblico di cartone, soprattutto per chi come me vive il palazzetto da anni». E sempre per Bruni un’altra foto-simbolo è quella dei tamponi ai partecipanti della Barcolana che poi, come noto, per la prima volta nella storia, è stata annullata per maltempo. 

ECCO LE FOTO DELL'ANNO

Nell’immagine più in alto due operatrici colte in un momento di pausa tra un tampone e l’altro da Andrea Lasorte a San Giovanni. Sotto le pattuglie in via Torino a giugno, nella finestra di libertà fra le restrizioni anti-Covid nella foto di Massimo Silvano e i tamponi a cui sono stati sottoposti i partecipanti di una Barcolana che non si sarebbe mai celebrata nello scatto di Francesco Bruni. Poi le bandiere a mezz’asta “catturate” in piazza Unità da Silvano il 31 marzo, giorno di lutto nazionale.

La quinta foto è l’abbraccio dei poliziotti davanti alla Questura nel primo anniversario della morte di Pierluigi Rotta e Matteo Demenego nella foto commovente di Bruni. I primi posti di blocco in via Carducci all’inizio del lockdown ritratti da Silvano e un’anziana portata via in barella da una casa di riposo nello scatto di Lasorte. Infine, gli spettatori di cartone al palasport nella foto di Bruni e una ragazza fuori dal liceo mentre segue le lezioni online “immortalata” da Lasorte: uno dei simboli di una Trieste che non vuole arrendersi. 

 


 

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