Violenta scossa di terremoto a sud di Zagabria scuote il Fvg: magnitudo 6,4. La gente si riversa nelle strade di Trieste e Gorizia. Si ferma la centrale nucleare di Krško. Sette morti. Decine di feriti

L'epicentro a 10 km di profondità e vicino a Petrinja, cittadella a 67 chilometri a sud-est di Zagabria ridotta a un cumulo di macerie. Il sisma è stato avvertito fino a Napoli e in Austria. Regione Fvg e Italia pronte agli aiuti

Croazia, terremoto a Petrinja: macerie in centro dopo la forte scossa

TRIESTE Una violenta scossa di terremoto ha fatto tremare il Friuli Venezia Giulia alle 12.20 del 29 dicembre, seguita subito dopo da uno sciame di altre meno intense.

L'epicentro della scossa di magnitudo 6,4 scala Richter è stato localizzato - informa la Protezione civile del Fvg - a 10 chilometri di profondità vicino a Petrinja, cittadina a 67 a Sud-est di Zagabria.

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Già ieri, lunedì 28 dicembre la Croazia centrale, nei pressi di Petrinja, era stata interessata da alcune scosse - la più forte di magnitudo 5,2 - che avevano causato danni a edifici ma nessun crollo né feriti e tantomeno vittime.

Sul posto erano andati il presidente della Repubblica croata Zoran Milanovic e il primo ministro Andrej Plenkovic.

Sette morti e decine di feriti

Il bilancio delle vittime si aggrava di ora in ora. In serata i primi dati parlano di almeno 7 morti e tantissimi feriti, alcuni molto gravi. Ma le immagini che rimbalzano da Petrinja fanno temere che il numero sia destinato a crescere. Nel pomeriggio è stata accertata la prima vittima, una ragazzina di 12 anni.

A sinistra le immagini ritratte dalla televisione croata del terremoto di magnitudo 6.4 a 76 km da Zagabria. La scossa delle 12.20 è stata avvertita fino a Napoli, a Trieste le persone sono scese in strada (foto a destra di Lasorte)

A Petrinja, ridotta in buona parte in macerie, sono in corso le ricerche dei soccorritori di eventuali altre vittime rimaste intrappolate nei tanti crolli. Il sindaco ha riferito che un asilo è crollato ma all’interno non c’era nessuno.

La centrale termica di Sisak, non non in funzione, è stata danneggiata. Il prefetto della contea di Sisak-Moslavina, Ivo Zinic, ha assicurato che l’ospedale di Sisak funziona nonostante i danni. La struttura è crollata, con l’eccezione dell’edificio che ospita il reparto di ginecologia e del nuovo padiglione centrale, ma nonostante questo si continua a curare feriti.

La Protezione civile ha allestito centri di accoglienza nello stadio e nel palazzetto dello sport.

Il forte terremoto oggi, il più violento registratosi finora in Croazia, è stato avvertito chiaramente anche nei Paesi balcanici vicini - Serbia, Montenegro, Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord - fino a buona parte della penisola italiana, da Trieste fino a Napoli.

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Il sisma scuote il Friuli Venezia Giulia

La scossa di oggi - dopo numerose scosse di assestamento che si sono susseguite in Croazia nella notte - è stata avvertita distintamente come detto in tutto in Friuli Venezia Giulia: a Trieste, Gorizia e Monfalcone le persone si sono riversate in strada, così come anche nella capitale croata Zagabria.

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A Trieste la scossa ha provocato - a quanto appreso finora - solo la caduta di uno scaldabagno all'interno di un appartamento in via dell'Istria.

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Il terremoto è stato avvertito anche in Veneto, a Bolzano, Napoli e fino in Austria, a Graz e Vienna

In Veneto sono diverse le segnalazioni giunte ai Vigili del Fuoco che al momento però non registrano danni a cose o strutture. In alcuni quartieri di Napoli, ai piani alti delle abitazioni delle zone collinari i lampadari hanno oscillato a lungo.

In Austria: a Graz, non solo gli edifici più alti hanno iniziato ad oscillare per circa due minuti, ma i movimenti ondulatori sono stati chiaramente percepiti in vecchi edifici di un solo piano. La scossa è stata avvertita anche a Vienna.

In Slovenia stop alla centrale di Krško

La centrale nucleare (NEK) di Krško si è fermata da sola per motivi di sicurezza. Come ha detto a Delo Ida Novak Jerele della centrale nucleare di Krško, hanno avvertito concretamente il terreno tremare, ma finora non ci sono segnalazioni di possibili danni.

Il terremoto di ieri di magnitudo 5.2, avvenuto nella stessa area di oggi, non ha causato problemi alla centrale nucleare di Krško, hanno detto a Krško. Il ministro delle Infrastrutture Jernej Vrtovec ha affermato che l'arresto è dovuto al funzionamento automatico della protezione della turbina. Dopo la prima ispezione della centrale nucleare di Krško, il terremoto della centrale non ha lasciato conseguenze e la sicurezza non è in pericolo, ha aggiunto il ministro.

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Oltre 150 chiamate al Nue, Protezione civile Fvg pronta agli aiuti

«Ho appena parlato con il capo dipartimento della Protezione civile nazionale Angelo Borrelli, il quale è in contatto con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, facendogli sapere che la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia è pronta a partire», così l'assessore regionale alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, dalla centrale operativa di Palmanova. Dopo la scossa, il sistema della Protezione civile regionale è in stato di preallerta.

«Al momento - spiega Riccardi - non sono stati segnalati danni a persone o cose nella nostra regione. Abbiamo però attivato immediatamente un collegamento con il dipartimento nazionale della Protezione Civile. Nel caso si ravvisasse la necessità di dare supporto alle zone maggiormente colpite dal sisma, le nostre squadre sono pronte a partire». «Il centralino del Numero unico dell’emergenza - aggiunge Riccardi - ha già ricevuto oltre 150 chiamate in un’ora a seguito della scossa avvertita nella nostra regione».

Solidarietà dalla Regione Fvg

 «Esprimo a nome di tutta l'amministrazione regionale e mio personale la vicinanza al popolo croato chiamato ad affrontare un'ulteriore emergenza a seguito della forte scossa di terremoto che stamattina ha sconvolto Zagabria, i territori limitrofi e che è giunta con il suo carico di terrore fin nella nostra regione. Un pensiero particolare è volto alla comunità italiana in Croazia a cui va la nostra solidarietà e il nostro supporto e a tutte le famiglie che oggi in Croazia piangono morti, feriti e danni ingenti». Queste le parole dell'assessore alle Autonomie locali e corregionali all'estero del Friuli Venezia Giulia, Pierpaolo Roberti, a poche ore dalla scossa di terremoto.

Solidarietà dall'Italia

«Solidarietà e vicinanza alle istituzioni e al popolo croato. L'Italia è pronta a fare la sua parte». Lo scrive su Twitter il ministro degli Affari europei Enzo Amendola dopo il forte terremoto di stamane.

«Arrivano dalla Croazia notizie di una tragedia di proporzioni immani. Alle popolazioni amiche colpite dal devastante terremoto avvertito anche in Italia arrivi il nostro abbraccio di incoraggiamento. Siamo pronti ad offrire tutto il nostro supporto sul campo». Così Dichiarazione il Sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia.

«Il nostro pensiero va accanto alle popolazioni  colpite dal terremoto che si è nuovamente abbattuto con violenza sulla Croazia, sommando sciagura a dolore in un tempo già segnato dalla pandemia». Lo dichiarano la deputata Debora Serracchiani e la senatrice Tatjana Rojc, espressione della comunità slovena in Italia.

La senatrice Rojc, contattando personalmente la rappresentanza diplomatica croata in Italia, ha espresso «cordoglio per le vittime e per le ferite alle città danneggiate. Auspico che possano arrivare al più presto gli aiuti nelle aree gravemente danneggiate».

«Immagini drammatiche arrivano da Zagabria, seguiamo con apprensione vicini alle famiglie dei feriti, di chi ha perso la vita e a tutto il popolo croato». Lo scrive su Facebook il vice presidente della Camera è Presidente di Italia Viva, Ettore Rosato.

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