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Slitta l’assemblea del Rossetti di Trieste. Non si scioglie il rebus direttore

Rimandato l’incontro fra i soci per la modifica dello Statuto in programma martedì 29 dicembre in cui era prevista la relazione del presidente Granbassi sulla nomina in stallo

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TRIESTE È stata rinviata all’ultimo momento l’assemblea straordinaria dei soci del Teatro stabile Rossetti prevista in origine per questo pomeriggio: si dovevano discutere delle modifiche allo Statuto, ma questioni di procedura impongono di posporre. Salta così un possibile momento di confronto sulla nomina irrisolta del prossimo direttore, tema su cui il presidente Francesco Granbassi avrebbe dovuto relazionare oggi ai soci. Il nodo resta difficile a sciogliersi, poiché se l’opzione Luca Lazzareschi continua a trovare dell’opposizione in cda, il regista Luca De Fusco riscuote poca approvazione fra gli addetti ai lavori triestini.

L’assemblea dei soci era prevista in origine per le 16.30 di oggi, martedì 29 dicembre, ma, spiega il presidente Granbassi, due di questi «hanno bisogno di alcuni ulteriori passaggi formali interni da condividere preventivamente per quanto riguarda l’aggiornamento dello Statuto». E quindi è stata rinviata. Qual è il punto? Giovedì scade l’adesione dei soci fondatori (Comune, Regione, Camera di Commercio della Venezia Giulia e Unicredit, che di norma però non partecipa alle assemblee). Di norma il patto viene semplicemente rinnovato, ma quest’anno l’intenzione dei vertici del teatro e dell’assessorato era rendere permanente l’adesione di Regione e Comune. «Perché tanto non recederanno mai - spiega l’assessore ai Teatri Serena Tonel - quindi tanto vale formalizzarlo».

Le regole degli enti pubblici, però, impongono che la modifica venga prima ratificata in un caso con un passaggio nella giunta regionale, e in un altro nel Consiglio comunale di Trieste: «Allora abbiamo chiesto più tempo per compiere tutti i passaggi necessari», dice l’assessore.

Sullo sfondo resta però il nodo della nomina direttoriale. In questi giorni i vertici di Comune e Regione si sono tenuti in contatto per cercare una soluzione. La nomina di Luca Lazzareschi continua a essere sostenuta dai suoi referenti, il presidente Granbassi e l’assessore Tonel, oltre allo “sponsor” nazionale Vittorio Sgarbi, ma incorre nel cda nella contrarietà dei delegati delle altre forze.

Forza Italia e Fratelli d’Italia, rappresentati dai consiglieri Piero Geremia e Nicole Matteoni, preferirebbero vedere al timone il regista Luca De Fusco, che ha trovato ora l’appoggio del consigliere leghista Federico Pastor, in dissenso verso il partito. Su De Fusco, però, fonti istituzionali parlano delle perplessità che la sua figura solleverebbe tra gli addetti ai lavori dello Stabile. De Fusco, il cui cursus honorum nel mondo del teatro italiano è di tutto rispetto e che può contare su un sostenitore potente come Gianni Letta, è stato criticato nel corso degli anni per il suo operato. Il suo ultimo mandato allo Stabile partenopeo si concluse in malo modo, un anno fa, quando gli attori di uno spettacolo della “Grande Magia” di Eduardo De Filippo lessero dal palco un comunicato durissimo verso la direzione, in cui denunciavano «mancanze di rispetto» e, in particolare, ritardi nei pagamenti. La questione resta aperta.—


 

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