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Nell’Isontino cento decessi a 10 mesi dal primo infetto

Tutto è partito a febbraio con il "battesimo" in regione registrato proprio a Gorizia . In città calano i positivi (da 283 a 253) e aumentano i guariti (da 870 a 949)

GORIZIA Sono passati esattamente dieci mesi. Era febbraio quando il coronavirus fece la sua prima comparsa in Friuli Venezia Giulia infettando, a Gorizia, un impiegato amministrativo del gruppo Hera. Pareva una minaccia soltanto teorica, confinata alla Cina, lontana anni luce dall’Europa. Ma il Covid-19 è diventato rapidamente, da allora, un convitato di pietra che ha rivoluzionato la vita di ognuno di noi. E l’incubo in regione partì proprio dal capoluogo isontino.



Il nome del primo contagiato è sempre rimasto ignoto per tutelarlo, per paura venisse additato come untore. Era stato, giorni prima, a Treviso all’ospedale Ca’ Foncello per fare visita a un parente ricoverato. Raggiunse la località domenica 23 febbraio, quando cioè il focolaio veneto aveva già iniziato pericolosamente a espandersi. Rientrato a Gorizia il 27, iniziò ad accusare febbre alta e altri sintomi influenzali. Il 29 febbraio chiese l’intervento del personale medico e infermieristico che rilevarono la presenza del virus. E nei giorni successivi si ammalarono i suoi colleghi, tutti poi guariti, al pari del primo contagiato. Peraltro, a scoprire che il coronavirus era un’insidia reale anche in regione fu Ariella Breda, la dottoressa del Dipartimento di prevenzione dell’Asugi che ha eseguito il primo tampone in Friuli Venezia Giulia ed è stata la portabandiera della campagna vaccinale anti-Covid.



Dieci mesi son passati. E, in concomitanza con questa “ricorrenza”, l’Isontino ha raggiunto quota 100 nella casella dei decessi per coronavirus. Tripla cifra, dunque. Si è trattato, per la gran parte, di persone molto in là con gli anni e che soffrivano già di patologie pregresse. Il Covid-19 ha finito con l’avere, purtroppo, buon gioco su fisici già stanchi e debilitati. Uno schema visto troppe volte in moltissime case di riposo d’Italia, dal Nord al Centro, al Sud.

Un po’ di numeri. A Gorizia città, attualmente, figurano positive 253 persone: il dato è aggiornato a ieri. Una settimana fa erano 283, c’è stato dunque un calo (importante) di trenta unità. E ciò si ripercuote positivamente anche sui guariti che sono attualmente 949 con un progresso, in pochi giorni, di un’ottantina di unità. Nel capoluogo isontino, invece, i decessi sono stati 38 e, purtroppo, il contributo prevalente (28) è arrivato dagli ospiti di Villa San Giusto.



A Monfalcone, invece, i positivi sono cresciuti nell’ultima settimana: da 459 a 474. Ma il bicchiere mezzo pieno è costituito dal totale dei guariti, passati da 814 a 910, quasi cento in più. Infine, l’ultima colonnina della statistica, quella più triste, quella dedicata ai decessi. Risultano essere 15 contro i 10 della passata rilevazione.

Ieri, infine, file lunghissime di auto in via Vittorio Veneto, a Gorizia: all’interno persone che dovevano sottoporsi al tampone. —

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